“Conversazioni in Sicilia” da domenica le nuove interviste di Lillo Ariosto

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Inizia domenica prossima “Conversazioni in Sicilia“, la nuova serie di interviste curata da Lillo Ariosto, l’avvocato scrittore, profondo conoscitore del rapporto tra la rappresentazione artistica e letteraria dei contesti, soprattutto siciliani, e la psicologia sociale della realtà in cui viviamo.

Questa volta i protagonisti non sono personaggi reali o storici, o comunque identificabili: sono degli archetipi di umanità, rappresentativi di tipologie esistenziali e sociali, in cui potremo riconoscere tanti altri soggetti che vivono intorno a noi, o dentro di noi, attraverso la scrittura colta e limpida dell’Autore, nutrito di tutte le letture necessarie per accompagnare i lettori in questo percorso di proiezione/identificazione

ll genere letterario è quello sperimentato da Leonardo Sciascia in una serie di “interviste” che realizzò per Radio RAI 2 negli anni ’70, lanciando un archetipo letterario che ha fatto scuola fino ai nostri giorni.

Conosceremo con Lillo Ariosto personaggi della nostra contemporaneità, le loro funzioni sociali, dichiarate o occulte, il loro rapporto con il potere (chiave interpretativa fondamentale in tutta la letteratura siciliana moderna), a volte sottilmente inquietanti, quando incroceranno più da vicino le nostre sicurezze esistenziali o ci interrogheranno su quei capitoli chiusi nella nostra anima che pensavamo di avere messo in sicurezza nella rimozione.

L’ironia sottile ed elegante della scrittura di Lillo Ariosto pensiamo che renderà gradevole la lettura, piacevole ma non frivola, portale di introspezione problematica capace di svelare tanti nostri misteri, piccoli e grandi, e di farne intravedere il senso profondo, per chi saprà leggere oltre la superficie.

Il titolo di questa nuova serie, “Conversazioni in Sicilia“, evoca, non a caso, il romanzo di Elio Vittorini che, con il suo realismo magico, ha segnato una svolta nella letteratura italiana del dopoguerra. In quel romanzo un personaggio-chiave, l’arrotino Calogero, deluso perché nessuno aveva più coltelli da affilare, auspicava simbolicamente di volere arrotare nuove lame e coltelli da consegnare al suo popolo addormentato. Forse l’arrotino Calogero potrebbe rivivere oggi, anche dalle pagine del web…

 
 
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