Restare: Policlinico: non è lo “scippo” di Enna. È l’assenza di Caltanissetta che non ha giocato la partita

redazione
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dal movimento “Restare” riceviamo e pubblichiamo:

“Se la politica nissena avesse lavorato, oggi parleremmo di sviluppo e non di spopolamento. Il DEA del Sant’Elia non sia sacrificato”

Caltanissetta, 24 ottobre 2026 – L’emendamento regionale che destina un milione di euro all’ASP di Enna per la progettazione del quarto Policlinico universitario siciliano ha acceso il dibattito politico locale. Molti parlano di “scippo” ai danni di Caltanissetta. Noi di RESTARE riteniamo che questa lettura sia comoda, ma incompleta.

Il punto non è ciò che Enna ha ottenuto. Enna ha fatto ciò che una classe dirigente dovrebbe fare: ha individuato un obiettivo strategico, lo ha tradotto in un atto politico concreto e ha trovato le alleanze per portarlo a casa. Un deputato ennese di opposizione è riuscito dove i rappresentanti nisseni, anche di maggioranza, non sono arrivati .

La domanda vera è un’altra: perché Caltanissetta, che ospita il corso di laurea in Medicina da oltre vent’anni e possiede l’unico DEA di II livello della Sicilia centrale, non ha ottenuto un analogo riconoscimento?

La risposta è scomoda, ma va detta: perché per anni la politica nissena ha sonnecchiato. Ha rivendicato un diritto senza costruire un progetto. Ha atteso che qualcosa accadesse, invece di farla accadere. Ha preferito le rassicurazioni (“non abbiamo perso nulla”) ai fatti.

Noi di RESTARE lo avevamo denunciato. E oggi quel che temevamo si avvia a diventare realtà.

Se si fosse lavorato con costanza, se il Policlinico del Centro Sicilia fosse stato un progetto reale e non uno slogan elettorale, oggi parleremmo di sviluppo economico, di ricerca, di giovani che restano. Parliamo invece di spopolamento. Parliamo di un entroterra che perde abitanti e speranze, mentre i suoi rappresentanti si dividono tra chi urla allo scippo e chi minimizza.

RESTARE chiede tre cose.

Primo: che il potenziamento del DEA di II livello del Sant’Elia non venga sacrificato sull’altare del nuovo progetto ennese. Il Sant’Elia è un presidio fondamentale per l’intera Sicilia centrale. La sua qualificazione come DEA di II livello non è un titolo nobiliare: è un requisito assistenziale che va garantito con organici, tecnologie e reparti funzionanti . Se l’attenzione si sposta tutto su Enna e il Sant’Elia resta a secco, avremo perso due volte.

Secondo: che la politica nissena dia conto del proprio operato. Non basta dire “non abbiamo perso nulla”. In politica, come ha ricordato Giuseppe Catania, non basta non perdere: bisogna dimostrare di aver giocato per vincere . Chiediamo trasparenza sugli atti, sulle interlocuzioni regionali, sulle iniziative assunte. E chiediamo che i nostri rappresentanti, di qualsiasi schieramento, si presentino davanti ai cittadini a spiegare cosa hanno fatto e cosa intendono fare.

Terzo: che i cittadini si mobilitino. RESTARE sarà presente. Saremo accanto a chiunque, istituzione o comitato civico, voglia difendere le strutture del territorio e pretendere una programmazione sanitaria che non umili la nostra provincia.

Il Policlinico non è un trofeo da esibire. È un’occasione di sviluppo per un entroterra che muore. E se qualcuno, a Enna o a Palermo, ha lavorato per cogliere quell’occasione mentre noi dormivamo, la responsabilità non è soltanto loro.

È anche nostra. Ed è il momento di svegliarci.

Adriano Nicosia Presidente

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