da CISL Sicilia riceviamo e pubblichiamo:
Cisl Sicilia: “L’Istat certifica che l’isola è la terra del ‘Vorrei ma non posso’, dove un enorme potenziale non si traduce in benessere diffuso, qualità della vita e opportunità per il futuro. Basta agire solo inseguendo le emergenze, si lavori a una strategia seria di sviluppo”
Palermo, 26 ottobre 2026 – Il rischio povertà in Sicilia è del 38,4% a fronte della media nazionale del 18,6%. I neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano, nell’isola sono il 22,8 % della popolazione (il dato italiano è del 13,3%) ed è preoccupante anche il dato relativo alle donne: in Sicilia la mancata partecipazione femminile al lavoro arriva al 33,1%, superando di 4,4 punti percentuali la media del Mezzogiorno, che è pari al 28,7%.
Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto Bes dell’Istat presentato stamattina, “una fotografia – evidenzia il segretario generale della Cisl Sicilia Leonardo La Piana – che mette in evidenza sempre più gravi criticità strutturali e infrastrutturali. E che soprattutto racconta di come nell’isola non manchino le risorse ma l’efficace e corretto modo per impiegarle e valorizzarle”.
Per il segretario generale della Cisl Sicilia, “quello che gli indicatori rivelano è che una quota molto elevata di giovani rimane fuori dai percorsi di studio e lavoro, che molte donne restano escluse dal mondo del lavoro e che cresce la povertà molto più che nel resto del Paese. Eppure si registrano anche margini di miglioramento nella qualità dei servizi essenziali e nella valorizzazione delle risorse culturali e territoriali”. “Sono tutti fattori – aggiunge La Piana – che, se adeguatamente analizzati e rielaborati attraverso politiche di sviluppo, infrastrutture, servizi e lavoro di qualità, potrebbero produrre crescita e coesione sociale. Il problema della Sicilia, dunque, non è soltanto quanto cresce, ma quanto del suo potenziale riesca effettivamente a trasformare in opportunità per le persone e per i territori”.
La Cisl Sicilia da tempo chiede che si vari, in modo partecipato, con il concreto coinvolgimento da parte delle istituzioni e della classe politica, dei sindacati, delle imprese e dei principali attori sociali, una strategia tesa a costruire una stagione di sviluppo. “Si continua a dare risposta alle emergenze – prosegue La Piana – ed è pure comprensibile, ma non ci si può occupare soltanto di turare falle senza indagarne la causa e soprattutto senza cercare di risolvere in maniera definitiva il problema”.
Il sindacato confederale nei giorni scorsi ha richiamato Governo e Parlamento regionali ad agire per priorità. “Ci sono – ha detto La Piana – direttrici principali su cui muoversi: lavoro di qualità, occupazione e capitale umano, welfare, sanità e inclusione sociale, politica industriale, investimenti, infrastrutture e innovazione, transizione ecologica, territorio, aree interne e coesione. Punti essenziali che non possono, però, essere soltanto parole da mettere in fila o titoli da richiamare nei programmi, rinviando poi ogni volta a un momento successivo le scelte necessarie. Come noi ribadiamo, è il momento di aprire il confronto e di costruire un piano condiviso, con obiettivi, tempi e responsabilità precise. La Sicilia ha bisogno di un progetto che trasformi il suo potenziale in opportunità concrete e restituisca alle persone una prospettiva per il futuro, superando definitivamente la logica del ‘vorrei ma non posso’.”

