Marianopoli, mensa scolastica: dopo un anno senza servizio, numerose incongruenze negli atti del nuovo affidamento

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L’opposizione chiede spiegazioni sul mancato servizio dello scorso anno e una verifica urgente della nuova procedura: sotto esame punteggi, copertura finanziaria, quantità dei pasti, sicurezza e condizioni contrattuali.

MARIANOPOLI – Un intero anno scolastico senza refezione e, secondo la denuncia dell’opposizione, senza che siano mai state fornite spiegazioni pubbliche sulle ragioni di un disservizio che ha penalizzato alunni, famiglie e attività scolastiche. Adesso, sugli atti del nuovo affidamento per il biennio 2026/2027–2027/2028, emergono numerose incongruenze sulle quali il gruppo Forza Democratica Marianopoli chiede chiarimenti e verifiche tempestive.

A sollevare la questione è il consigliere comunale Calogero Vaccaro, con un’interrogazione del 29 ottobre rivolta al Sindaco e all’Assessore alla Pubblica istruzione per conto del gruppo consiliare. L’obiettivo è ottenere risposte documentate sulle scelte compiute e prevenire ulteriori ritardi nell’attivazione del servizio.

Un anno senza mensa: perché non furono organizzate alternative?

La precedente procedura, avviata nell’agosto 2025, è stata revocata soltanto con il provvedimento approvato il 2 ottobre 2026. Negli atti il mancato seguito viene ricondotto ai lavori nell’edificio scolastico e nei locali cucina. L’opposizione chiede quando tale impedimento fosse conosciuto, chi abbia deciso di non proseguire e perché la revoca sia intervenuta oltre un anno dopo.

Resta soprattutto da chiarire perché non sia stata organizzata una soluzione temporanea. La stessa relazione comunale riferisce che nel 2024 i pasti venivano preparati e trasportati da fuori sede: un precedente che rende necessario spiegare quali ostacoli abbiano impedito di ricorrere nuovamente a un centro esterno autorizzato.

Anche la tempistica del nuovo affidamento suscita interrogativi. La riconsegna dei locali è indicata al 4 settembre 2026, la proposta della determinazione al 16 settembre e l’approvazione al 2 ottobre, mentre il capitolato prevedeva un avvio indicativo del servizio per il 5 ottobre. Si chiede quali attività potessero essere preparate anticipatamente e come si pensasse di rispettare quella scadenza.

La formula economica rischia di premiare il ribasso minore

Fra i rilievi più significativi figura la formula per l’attribuzione del punteggio economico. Il capitolato prevede un massimo di 30 punti per il maggiore ribasso, ma riporta una formula che, applicata letteralmente, produrrebbe l’effetto opposto.

L’interrogazione propone un esempio concreto: con ribassi del 10% e del 5%, verrebbero assegnati rispettivamente 30 e 60 punti. Il ribasso minore otterrebbe quindi un punteggio superiore, persino oltre il massimo previsto. Da qui la richiesta di conoscere quale formula sia stata effettivamente comunicata agli operatori e se siano già state presentate o valutate offerte.

Copertura finanziaria e numero dei pasti da chiarire

Sul piano finanziario, gli atti riportano prenotazioni di spesa per complessivi 58.821,60 euro, a fronte di un quadro economico di 123.285,25 euro. Il solo costo dei pasti del primo anno viene indicato in 62.400 euro, IVA compresa, prima degli ulteriori oneri.

L’opposizione chiede come si raccordino queste cifre, quali risorse garantiscano l’intero biennio e quale significato abbia la clausola di cessazione del servizio per esaurimento delle disponibilità. La differenza fra gli importi richiede una spiegazione documentata, senza che possa essere assunta, da sola, come prova dell’assenza di copertura.

Discordanze riguardano anche i pasti: ai 12.000 previsti per il primo anno si affiancano, per il secondo, indicazioni alternative di 11.150 e 11.250; i totali complessivi oscillano invece fra 23.250 e 26.250. Quantità che devono essere ricondotte a un dato univoco, coerente con utenti, giornate di servizio e spesa.

Sicurezza: importi diversi e sedi non coincidenti

I costi per la sicurezza da interferenze sono indicati in 1.162,50 euro nella determina e nel capitolato, mentre nel DUVRI, il documento dedicato ai rischi interferenziali, compaiono sia zero sia 1.339 euro. Nella determina risultano inoltre richiamate percentuali differenti, dell’1% e dello 0,1%.

Non coincidono neppure le sedi: il DUVRI indica attività esclusivamente in via Piazza Armerina, mentre gli altri elaborati prevedono la preparazione dei pasti nel plesso Giovanni XXIII e la distribuzione nei refettori di via G. Pascoli e piazza Garibaldi. Viene quindi chiesto se siano stati esaminati tutti i luoghi effettivamente interessati, compresi trasporto, scarico e interferenze con le attività scolastiche.

Durata, proroga e procedura: indicazioni da uniformare

Un’altra questione riguarda la dicitura del DUVRI «Prorogabile per il biennio successivo», mentre gli altri atti fissano il termine al 31 maggio 2028. Si chiede se sia un refuso oppure una possibilità effettiva e, in quest’ultimo caso, come sia stata considerata nel valore complessivo dell’affidamento. Analogo chiarimento viene richiesto sulla prevista variazione del 26% dei pasti e sui suoi effetti economici.

Gli atti utilizzano inoltre espressioni diverse — affidamento diretto, trattativa diretta, RDO e gara — prevedendo offerte tecniche, graduatoria e punteggi ripartiti fra qualità e prezzo. L’interrogazione domanda quali regole siano state concretamente adottate e comunicate agli operatori. Da chiarire anche il ricorso alternato ai termini “appalto” e “concessione”, che richiede di precisare modalità di remunerazione dell’impresa, riscossione dei buoni e ripartizione dei rischi.

Persino il numero degli operatori originariamente interessati risulta discordante: tre nelle premesse e quattro nel dispositivo. Vengono chieste spiegazioni sul riutilizzo delle precedenti candidature, sulla pubblicità della nuova procedura e sulle verifiche effettuate.

Personale, qualità dei pasti e continuità del servizio

Ulteriori richieste riguardano l’individuazione del contratto collettivo, la stima dei costi della manodopera e le tutele del personale, oltre alla concreta applicazione dei criteri ambientali nelle forniture, nelle stoviglie e nella gestione dei rifiuti.

Sono segnalate anche clausole non coordinate sull’attribuzione delle spese di manutenzione, disinfestazione e gas, nonché disposizioni differenti sul subappalto. Si chiedono chiarimenti sulla possibilità di modificare successivamente le migliorie premiate e sull’assegnazione di punti per pasti aggiuntivi destinati a finalità sociali, precisandone costi e modalità di gestione.

Particolare attenzione viene infine posta alla previsione di non erogare il servizio quando sia assente oltre il 30% degli alunni: l’opposizione domanda quali ragioni la giustifichino e come siano tutelati i bambini presenti.

L’interrogazione distingue le incongruenze da verificare dalle responsabilità da accertare e chiede un controllo coordinato dell’intero fascicolo, con eventuali correzioni tempestive. Il punto politico resta però netto: dopo un anno senza refezione, alunni e famiglie hanno diritto a spiegazioni, a una programmazione attendibile e a un servizio regolare, sicuro e continuativo.

Marianopoli 29 Ottobre 2026

Il gruppo consiliare di opposizione

  “Forza Democratica Marianopoli”

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