Nissa, è crisi nera. Un’altra sconfitta e la zona Play-out è realtà. Moschella, serve una svolta

redazione
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Biancoscudati ancora ko in trasferta: appena due punti conquistati lontano da casa e cinque in sette partite. A Siracusa finisce 1-0, ma il passivo poteva essere più pesante. La squadra non reagisce e adesso la situazione diventa allarmante.

La crisi della Nissa non conosce fine. Un’altra sconfitta in trasferta, un’altra prestazione deludente e una classifica che comincia a fare davvero paura. Le ambizioni della vigilia, quando i biancoscudati erano accreditati come una delle squadre destinate a recitare un ruolo da protagonisti in questo campionato, sembrano ormai lontanissime. Il bilancio della prima fase è impietoso: appena cinque punti in sette partite e soltanto due raccolti lontano da casa. Un bottino misero, decisamente al di sotto delle aspettative e delle potenzialità della squadra.

A Siracusa arriva l’ennesimo passo falso. Al Nicola De Simone finisce 1-0 per i padroni di casa, ma il risultato sta persino stretto alla formazione allenata da Gaspare Cacciola, che in più occasioni ha sfiorato il raddoppio. A evitare un passivo più pesante ci ha pensato soprattutto il nuovo arrivato Mirko Castelnuovo, protagonista di alcuni interventi decisivi, sia nel primo che nel secondo tempo.

Il Siracusa, peraltro, ha giocato in un clima tutt’altro che sereno. Dagli spalti del De Simone sono arrivate contestazioni pesanti da parte della tifoseria nei confronti del presidente Ricci, ormai al centro della protesta dei sostenitori azzurri. Una situazione ambientale complicata che, tuttavia, non ha impedito alla squadra di Cacciola di conquistare tre punti preziosi.

La rete decisiva è arrivata al 58’: Costanzo è stato il più lesto ad approfittare di una grave disattenzione della retroguardia nissena, punendo una difesa ancora una volta tutt’altro che impeccabile.

E la Nissa? Praticamente non pervenuta. Poche idee, nessuna vera capacità di costruire gioco e una preoccupante sterilità offensiva. Al di là di un’incursione di Terranova e di un episodio in area con Rapisarda, per il quale i biancoscudati hanno reclamato un calcio di rigore, la squadra di Moschella non è riuscita a produrre occasioni degne di nota. Troppo poco per una formazione che alla vigilia del campionato avrebbe dovuto ambire alle posizioni di vertice.

Come se non bastasse, la Nissa ha chiuso la gara in inferiorità numerica per la doppia ammonizione di Cusumano.

Adesso non è più il momento di nascondersi dietro gli episodi o di cercare giustificazioni. La classifica comincia a diventare un problema serio e la zona play-out è ormai una realtà con cui fare i conti. Cinque punti in sette gare rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: che cosa è successo alla Nissa costruita per vincere? Moschella è chiamato a trovare rapidamente risposte, perché il tempo degli esperimenti e delle attenuanti rischia di essere già finito.

Serve una scossa, serve una svolta, serve soprattutto una squadra capace di dimostrare sul campo di avere carattere, idee e ambizione. Perché continuando così, quello che doveva essere un campionato da protagonisti rischia di trasformarsi in una stagione da incubo. E per la Nissa il rischio di un autentico disastro non è più soltanto un’ipotesi.

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