da LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane) Animal Protection riceviamo e pubblichiamo:
Sei persone sono indagate nell’operazione “Inferno dei pitbull”. Tra i cani salvati anche quattro cuccioli e una femmina incinta. Piera Rosati, presidente dell’associazione: “Animali trasformati in strumenti di violenza e profitto. Vogliamo che ogni responsabilità venga accertata”
Caltanissetta, 15 settembre 2026 – Tredici pitbull, tra cui quattro cuccioli e una femmina incinta, sono stati sequestrati nell’ambito dell’indagine sui combattimenti tra cani a Gela. Sei le persone indagate.
L’inchiesta avrebbe preso avvio durante le ricerche di Lillo, un piccolo cane scomparso e mai ritrovato. Nell’abitazione di uno degli indagati, gli agenti hanno trovato un pitbull con profonde ferite sul muso e sul corpo, ritenute compatibili con combattimenti contro altri cani. Da quel ritrovamento sarebbe emerso un sistema organizzato di incontri clandestini e scommesse, alimentato anche attraverso chat e filmati diffusi online.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate attrezzature utilizzate per allenare gli animali, insieme a farmaci, integratori e sostanze anabolizzanti. Le immagini recuperate dagli investigatori mostrerebbero cani gravemente feriti, incapaci di muoversi dopo gli scontri. In uno dei video, un animale sarebbe stato ripreso mentre moriva.
La violenza veniva quindi ripresa e condivisa per promuovere altri combattimenti, attirare partecipanti e alimentare le scommesse. Secondo la ricostruzione investigativa, le puntate potevano partire da circa duemila euro e il circuito avrebbe avuto collegamenti anche fuori dalla provincia di Caltanissetta e dalla Sicilia.
A rendere il quadro ancora più grave è la possibile presenza di minorenni durante alcuni incontri. Bambini esposti alla sofferenza trasformata in spettacolo, come se assistere a due animali costretti a ferirsi fosse qualcosa di normale.
Di fronte a un quadro di tale gravità, LNDC Animal Protection ha presentato denuncia affinché vengano approfondite tutte le condotte emerse, individuate le persone coinvolte e accertata ogni responsabilità. L’Associazione seguirà con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta ed è pronta a intervenire anche nelle successive fasi del procedimento.
«Ci troviamo davanti a un sistema che avrebbe trasformato esseri viventi in strumenti da addestrare, sfruttare e gettare via quando non erano più in grado di combattere», dichiara Piera Rosati, Presidente di LNDC Animal Protection. «Dietro ogni ferita ci sono paura, dolore e una violenza imposta dall’essere umano. Questi cani non hanno scelto di combattere: sono le vittime e devono essere riconosciuti come tali».
«Abbiamo presentato denuncia perché vogliamo che ogni condotta venga approfondita e che tutte le persone coinvolte rispondano delle proprie azioni. Seguiremo con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta e siamo pronti a intervenire anche nelle successive fasi del procedimento», prosegue Rosati.
I pitbull sequestrati sono stati trasferiti in strutture individuate con la collaborazione del Comune di Gela, dove potranno ricevere assistenza e cure.
È fondamentale che per ciascuno di loro venga previsto un percorso individuale di valutazione e recupero. L’utilizzo nei combattimenti non può diventare una condanna anche per il futuro: nessun cane nasce per essere un’arma e nessuna razza può essere identificata con la violenza che alcune persone le impongono.
Ora questi animali devono essere protetti. Per quelli che non sono sopravvissuti, invece, resta il dovere di chiedere giustizia.

