È stata protocollata al Comune di Delia lo scorso 15 aprile dall’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, di Caltanissetta, la richiesta di intitolazione di una pubblica via, piazza e/o struttura pubblica alla partigiana Concetta Piazza, di Antonio e di Angela Insalaco, nata a Delia il 19 novembre del 1910 maggiore dei fratelli, seguono Antonio nato nel 1913 e Vincenzo nato nel 1923 – Gregaria (Isolata) operante nel Lazio e maggiormente a Roma in vari gruppi di resistenza dal 09.09.1943 al 04.06.1944 e rimasta invalida a seguito di torture inflitte in carcere. Riconosciuta Partigiana combattente invalida il 30.06.1948.
Piazza, giovane siciliana, è approdata a Roma durante la guerra per studiare come ostetrica. La sua esperienza iniziò con lo scoppio del conflitto quando la giovane si prestò per dare assistenza ai soldati detenuti nel campo di prigionia di Montemaggiore portando loro da mangiare e diventando presto un prezioso punto di riferimento per molti di loro. Tanto che, all’indomani dell’otto settembre 1943, la casa di Concetta venne invasa da ventisei prigionieri evasi dal campo.
Senza troppe esitazioni Concetta mise in piedi un movimento spontaneo e coraggiosissimo di assistenza ai prigionieri fornendo loro alloggio, vitto e indumenti. Oltre a prestare assistenza la giovane aiutò i prigionieri, ancora detenuti, ad evadere e la sua attività destò parecchi sospetti. In realtà, nella notte del 28 gennaio precedente, la donna fu arrestata dalle SS – a seguito di una delazione – perché nelle campagne attorno al paese dava nascondiglio e assistenza a una quarantina di ex prigionieri alleati.
Il 28 gennaio 1944, infatti, Concetta venne catturata da due SS e condotta nel carcere di Via Tasso, dove venne picchiata dai tedeschi e più volte interrogata anche dal famigerato Pietro Koch camicia nera e a capo di un reparto speciale della polizia fascista, famoso per i metodi di tortura (fucilato dai partigiani il 5 giugno 1945). Rimase in carcere fino al 24 maggio, quando il suo nome venne incluso nella liste degli ebrei che dovevano essere deportati in Germania. Concetta protestò duramente e ottenne di essere rilasciata il 29 maggio 1944. Dal carcere però uscì deturpata, con la testa piena di ematomi, i capelli bianchi per le torture subite e con sette denti in meno, cavati a forza di botte dalla sua bocca. Concetta era detenuta insieme a due partigiane azioniste, Elisa Raffo e Lina Trozzi, ma il 27 febbraio viene trasferita al famigerato 3° Braccio di Regina Coeli, e successivamente, da metà marzo, all’infermeria delle suore Mantellate per via delle ferite riportate. Concetta Piazza venne liberata all’arrivo degli Alleati nel giugno 1944.
Dopo la guerra fu riconosciuta “Partigiana Combattente Invalida” dalla Commissione Regionale per il riconoscimento delle qualifiche del Lazio, organismo in seno al C.N.L. (Comitato di Liberazione Nazionale) e insignita nel 1967 della “Medaglia di Bronzo al Valor Militare”.
Nel 1948 si trasferisce in Argentina a Monte Coman una città nel distretto di San Rafael nella provincia di Mendoza per incontrare il padre. Si sposa con l’italo-argentino Natale De Fabio (deceduto nel 1988), non avranno figli. Concetta muore a Monte Coman il 27 settembre del 1995 dove è sepolta.
La sua storia, insieme ad altre vicende di cui negli anni si era persa memoria, è raccontata in “La Banda Ferraris e il Nord-est Romano”.
A Guidonia Montecelio in provincia di Roma gli è stata intitolata la locale Sezione Anpi che, mantiene viva la memoria della sua lotta e di quella delle donne nella Resistenza.
La sua storia è stata recentemente rievocata (nel 2023) per ricordare le donne che hanno lottato contro l’occupazione nazifascista a Roma.
“Ringraziamo il nipote Vincenzo Piazza per le preziose informazioni di carattere familiare – si legge in una nota dell’Anpi di Caltanissetta – Continua incessante il nostro impegno allo scopo di fare emergere le donne e gli uomini del nostro territorio, che con le loro storie hanno contribuito alla nascita di una nazione Libera, Democratica e Repubblicana”.

