Giardino

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di Belinda Castellano

GIARDINO

Nel giardino vicino casa mia

non ci sono cancelli solenni,

solo un sentiero di terra

che conosce i passi di chi osserva.

Lì la biodiversità respira piano,

tra fili d’erba diversi

che non si fanno guerra

ma si tengono compagnia nel vento.

I fiori non sono in fila,

non obbediscono a nessun disegno umano:

si cercano, si sfiorano, si intrecciano,

come parole antiche dimenticate.

C’è il giallo che ride al sole,

il viola che sussurra alla sera,

il rosso che pulsa come un cuore nascosto

tra le mani verdi delle foglie.

Si dice che, al tramonto,

tra le ombre leggere dei rami,

cammini una ninfa silenziosa,

custode di ogni radice.

E tra i cespugli, invisibile ma presente,

un vecchio fauno osserva

che nessuno spezzi l’armonia sottile

tra insetti, petali e rugiada.

Perfino il vento sembra sapere

di dover passare piano,

per non disturbare

il lavoro segreto della vita.

Questo giardino non è solo terra:

è un intreccio di destini minuscoli,

un equilibrio fragile e potente

che chiede soltanto rispetto.

E ogni volta che torno,

tra il canto discreto degli uccelli,

capisco che la bellezza vera

non chiede ordine, ma cura.

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