Centinaia di persone a Sigonella davanti alla base militare per manifestare contro la guerra e l’utilizzo della base siciliana per azioni militari dirette in Iran.
«Questa mobilitazione dice con forza – ha dichiarato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino – che c’è un popolo siciliano che ripudia la guerra e che le basi militari in Sicilia non possono e non devono essere utilizzate per operazioni di sostegno a questa guerra assurda di cui stanno già pagando il prezzo lavoratrici e lavoratori, i ceti e i soggetti più deboli , le popolazioni civili con un massacro continuo è inaccettabile».
Anche una delegazione di parlamentari regionali e nazionali del Movimento 5Stelle era presente alla manifestazione per ribadire a gran voce che “la Sicilia è terra di pace e deve essere lasciata fuori dai giochi di potere attualmente in atto”. “Schifani – dice il coordinatore regionale del Movimento, Nuccio Di Paola, presente alla manifestazione con i colleghi regionali Adorno e Marano e con i deputati alla Camera Cantone e Scerra – prenda posizione su questa vicenda, che è di capitale importanza per i siciliani. Lo faccia pubblicamente e in Aula, dove non si fa vedere quasi mai. La storiella che lui sia un parlamentarista convinto è ormai miseramente naufragata, travolta dall’evidenza dei fatti. Quando c’è da farsi vedere all’Ars per le questioni spinose, lui scappa sempre. Non lo faccia anche in questa occasione, come fa da sempre per la sanità, solo per fare un esempio”.
“No alla guerra. No all’utilizzo della base di Sigonella non solo in operazioni belliche ma anche al suo coinvolgimento nel supporto logistico alla guerra folle contro l’Iran intrapresa dagli Stati Uniti e da Israele.- ha dichiarato Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD – Ci siamo opposti, come Pd, fin dall’inizio alla strumentalizzazione della base e oggi torniamo a rilanciare i temi della pace, del ritorno alla diplomazia e del rilancio del dialogo tra i popoli che da sempre contraddistinguono e caratterizzano la millenaria storia della Sicilia nel Mediterraneo. E’ un momento di grande tensione nel mondo a cui la Sicilia risponde – ha proseguito – con una mobilitazione di massa, con una grande partecipazione della società civile, dei giovani, di tanti e tante che – ha concluso – si oppongono fermamente ad una guerra scellerata e illegale”.


