In Serbia vince la lista degli Studenti, un grande movimento progressista senza un leader ma con tanta partecipazione di popolo

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In Serbia un’altra novità assoluta nel panorama politico mondiale: le elezioni politiche sono state vinte dalla lista degli Studenti, chiudendo con il voto popolare l’esperienza autoritaria del presidente uscente Aleksandar Vuciç, che governava dal 2014

Secondo i primi dati, la lista “Gli studenti vincono!” ha preso il 52% dei voti, contro il 39,3% del partito di destra guidato da Vučić. In base alle proiezioni, la lista degli studenti dovrebbe quindi avere 138 seggi in parlamento, ben oltre i 126 necessari per ottenere la maggioranza. Lo stesso Vučić, davanti ai primi risultati, ha ammesso la sconfitta.

Dal 2024 gli studenti serbi protestavano incessantemente contro il governo autoritario di Vuciç, con centinaia di assemblee, i “plenum”, e manifestazioni contro la corruzione del governo. Il movimento politico che è maturato nel Paese ha avuto quindi un forte radicamento popolare, ha spinto alla partecipazione al voto, ha costruito liste elettorali con più di 250 candidati espressi da questa base, senza un unico leader “mediatico”, affermando così un dato inedito nell’attuale panorama politico occidentale.

Inizialmente “oscurati” dal sistema mediatico filogovernativo, gli studenti hanno organizzato delle marce in tutta la Serbia per raggiungere tutte le comunità e comunicare il proprio programma alternativo. Un’esperienza politica assolutamente inedita in questo XXI secolo, che dimostra come la politica possa avere ancora radici popolari, costruire nuovi legami sociali e mettere insieme un Paese problematico, da sempre condizionato dall’influenza russa che invece oggi si avvicina all’Europa (è candidato a far parte dell’UE dal 2012) e vuole costruire uno sviluppo autonomo con una nuova classe dirigente.

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