da Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:
Il cordoglio di Italia Nostra per la tragica scomparsa del vigile del fuoco Alessandro Marchì
Abbiamo appreso con estremo dolore e sconcerto della tragica scomparsa del caporeparto dei Vigili del Fuoco Alessandro Marchì che, all’età di 59 anni, perde la vita perché colto da un improvviso malore mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento di un vasto incendio nel territorio nisseno. Il Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia, pertanto, esprime sentite condoglianze ai familiari del vigile del fuoco Alessandro Marchì e ai colleghi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta. E riconoscenza.
La Sicilia brucia, inesorabilmente. La Sicilia nella morsa del fuoco, come ogni estate, come sempre. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA, la Sicilia è la regione italiana più colpita dagli incendi boschivi per il quarto anno consecutivo, con oltre 500 km² bruciati nel solo 2025: il 52% della superficie complessiva percorsa da incendi in Italia nel 2025 e il 32% della superficie forestale è infatti situato nel territorio siculo (rispettivamente con 506,68 km2 e 39,67 km2). Il quadro è quello di una stagione che entra ora nel suo periodo più critico, visto che storicamente il picco degli incendi in Italia cade tra luglio e agosto. Per la Sicilia, alla quarta estate consecutiva da regione più bruciata d’Italia, la vera partita – lo abbiamo affermato tante volte noi di Italia Nostra – si gioca prima dell’innesco, tra prevenzione, manutenzione del territorio e gestione delle aree abbandonate.
Ma, passano gli anni e la situazione non cambia. E adesso vediamo spargere le consuete lacrime di coccodrillo.
Sia chiaro: sugli incendi in Sicilia gravissime sono le responsabilità del governo nazionale e del governo regionale. Da almeno vent’anni la Sicilia va regolarmente a fuoco, subendo danni rilevantissimi al suo patrimonio ambientale e paesaggistico. Danni persino alle abitazioni, ai beni archeologici e storico-artistici. Per non parlare dei cittadini morti o feriti a causa dei roghi.
Il presidente della Regione Sicilia Schifani, insieme a Nello Musumeci – nello scorso quinquennio presidente della Regione Siciliana, oggi ministro della Protezione Civile –, di fronte a un’ondata di calore africano annunciata con largo anticipo e comunque incombente ogni estate nell’Isola, non sono stati capaci di porre essere una efficace strategia di monitoraggio e prevenzione. E tutto questo risulta aggravato da un ministro delle Infrastrutture, Salvini che, di fronte a un evidente, tragico disastro politico-amministrativo fatto di strade disastrate, ferrovie interrotte, aeroporti fuori uso, servizi pubblici scadenti se non inesistenti, continua a raccontare la favola del “ponte sullo Stretto” e parla persino di “energia nucleare”.
Di certo siamo di fronte a omissioni gravissime e sulle quali occorre, oltre a proclamare lo stato di emergenza, intervenire con decisione attivando al più presto forme programmate e sistematiche di manutenzione dei boschi, delle campagne e delle aree verdi. E forme efficaci di controllo del territorio. Territorio inesorabilmente e permanentemente in balia della criminalità organizzata e non. Territorio ostaggio di un ricatto sociale e politico. Queste cose le abbiamo dette tante altre volte negli scorsi anni, proponendo una serie precisa e puntuale di misure, di azioni volte a tutelare il territorio, il paesaggio, ma non siamo stati ascoltati.
E adesso diciamo basta! È tempo di alzare la voce e chiedere un’immediata azione per proteggere la nostra amata terra. Le nostre case, i nostri boschi, la nostra biodiversità e il nostro patrimonio culturale sono in pericolo a causa di incendi che potrebbero essere evitati con una gestione adeguata. La vita di alcuni e la salute di tutti e tutte è compromessa da questa emergenza. È inaccettabile che le politiche ambientali continuino ad essere trascurate e che i fondi destinati alla prevenzione e al controllo del territorio siano insufficienti. Dobbiamo pretendere una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, investimenti adeguati nella prevenzione, nell’assunzione e nella formazione del personale, nonché una stretta sorveglianza sulle attività illegali che alimentano gli incendi. È fondamentale che venga fatta chiarezza sulle responsabilità e che vengano adottate misure concrete per garantire la sicurezza del nostro territorio.
Non possiamo permettere che la Sicilia continui a bruciare impunemente. E’ ora di reagire.
Prof. Leandro Janni, vicepresidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia

