La brutale e perfida demagogia del potere

Tonino Cala
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Quando le persone parlano di mafia e di fascismo non sanno quello che dicono perché hanno rimosso, a causa delle loro ataviche paure, il vero significato di cosa è stata la mafia e di cosa è stato il fascismo!

Due fenomeni storici che con Peppino Impastato possiamo definire, anche senza l’uso della metafora, una “montagna di merda”, qualcosa che puzza più dell’odore che si sente nei pressi dell’ex polo petrolchimico di Gela.

Lo diciamo con convinzione che molti non hanno voluto capire e non hanno voluto combattere il male sociale e politico, entrambi i fenomeni umani e storici (Giovanni Falcone), perché piace a tantissimi cittadini.

Come affermava qualcuno: “La mafia a noi siciliani ci piace perché ci identifica, ci fa essere orgogliosi il sentirci dire: voi siciliani siete mafiosi, siete gente di rispetto”.

Ci dispiace dirlo ma è così. Meglio un pugno nello stomaco che l’aria fritta e stomachevole del “tutto va bene”. Non si capisce diversamente il successo di forze politiche colluse, conservatrici e reazionarie. Non si vuole realmente cambiare. Infatti, la destra è sempre avanti nei sondaggi, non avendo fatto nulla di importante né per lo stato italiano né per la Sicilia.

Anche il sovversivo Cateno De Luca è approdato alla corte dei miracoli della premier Meloni. Voleva scatenarsi ed è rimasto incatenato. Su mafia e fascismo non c’è da scherzare perché sono stati e sono due gravissimi fenomeni violenti da criticare duramente e da respingere con le armi della democrazia.

La nostra isola, la Sicilia, è un paradiso che la mafia ha trasformato in un inferno terribile e caotico. Lo stesso discorso vale per il fascismo e per l’intera Italia. Ma chiediamoci con il maestro Andrea Camilleri perché la mafia e il fascismo hanno avuto tantissimo successo in Sicilia e in Italia?

Lo stesso Camilleri da giovane aveva aderito al fascismo, come era stato fascista Luigi Pirandello per personali motivi famigliari. Forse era stato l’interesse soggettivo o l’insicurezza giovanile e il non avere capito che le violenze e le distruzioni conducono alla tragedia umana e al fallimento di tutto?

Può anche essere che la violenza faccia presa e abbia successo sulle menti giovani e no, fragili e inconsapevoli. Anche Freud aveva inviato in dono una sua opera al Duce, sperando nella sua accogliente benevolenza! La crudeltà della mafia e del fascismo è pari e non può farci essere orgogliosi siciliani e italiani.

Anche gli intellettuali sbagliavano, anche se si trattava di intellettuali di grande spessore. Chi coltiva il pensiero critico non dovrebbe cadere in inganni puerili.

Nulla era inventato circa il grave episodio di Bologna dove il marocchino Fakir era stato fermato da due poliziotti e poi era morto. Uno dei due poliziotti ha riconosciuto il grave errore fatto e si è scusato con la famiglia e con la polizia di stato. Tale ammissione gli fa onore. Tutte le violenze sono da condannare.

Ho conosciuto nella mia vita tanti carabinieri e tanti poliziotti che fanno onestamente il loro lavoro e che, pubblicamente, non prendono posizioni politiche nell’adempimento del loro lavoro, come viene richiesto dalle leggi italiane.

Non ho mai condiviso la brutta e inaccettabile parola “sbirro”, termine dispregiativo usato da tanti per offendere i rappresentati delle forze dell’ordine. So che in una parte della popolazione c’è una percezione negativa dei carabinieri e dei poliziotti che è immotivata e ingiustificata.

Le generalizzazioni sono sempre sbagliate! Ma il governo italiano, con le sue scelte dissennate di volere solamente reprimere le contestazioni studentesche, sta contribuendo a fare crescere la percezione negativa nei confronti delle forze dell’ordine, “manipolate” dal governo per fare la sua propaganda politica ed elettorale.

La Meloni, invece di fare propaganda politica dovrebbe scusarsi anche lei per i problemi di ordine pubblico che non sono stati risolti e per la crisi economica che non ha affrontato seriamente. Non lo fa perché non è una premier capace e non sa ascoltare e comprendere le autentiche ragioni del disagio sociale. Per essere un credibile capo del governo ci vuole molta umiltà.

Come diceva bene il maestro Andrea Camilleri, la maggioranza del popolo italiano è razzista. Ma possiamo essere razzisti noi siciliani che siamo un misto, un melting pot che realizza una società cosmopolita in cui origini, culture, religioni ed etnie diverse si mescolano per dare vita a un’identità condivisa?

Ci sono quelli che hanno la pelle scura, anche molto scura come i nordafricani e gli arabi, quelli di carnagione più chiara come i francesi e gli spagnoli, quelli con i capelli biondi e gli occhi azzurri come i normanni e così via.

Non diciamo sciocchezze: siamo una razza bastarda, molto impura, un qualcosa di indefinito e di mischiato. Ne siamo lieti! E diciamo all’attuale governo basta con la pelosa propaganda per raccattare quattro voti e per potere vincere le prossime elezioni politiche. Per favore Meloni e company: basta!

Tonino Calà

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