Un Viaggio nel Rinascimento siciliano: presentazione del libro su Francesco II Moncada

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L’Associazione Moncada, la Società Nissena di Storia Patria e la Soprintendenza BB.CC.AA. promuovono l’opera di Rosanna Zaffuto Rovello e Luigi Santagati che sarà presentata presso il complesso monumentale di S. Maria degli Angeli, giovedì 29 ottobre alle ore 17,30

di Santo Rizzo

               La città di Caltanissetta si arricchisce di un appuntamento culturale di straordinario rilievo storiografico. Nella suggestiva cornice del complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli si terrà la presentazione del volume «Francesco II Moncada. Una corte rinascimentale a Caltanissetta (1587-1588)», pubblicato dalle Edizioni Lussografica e frutto del lavoro corale di Rosanna Zaffuto Rovello e Luigi Santagati.

            L’evento nasce dall’iniziativa congiunta dell’Associazione Moncada di Caltanissetta e della Società Nissena di Storia Patria, punto di riferimento imprescindibile per la salvaguardia e la valorizzazione della memoria storica del territorio. A rimarcare l’alto valore scientifico dell’opera è il prestigioso patrocinio accordato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, la cui guida, l’architetto Daniela Vullo, introdurrà e modererà i lavori della serata.

            A illustrare i contenuti e il valore storiografico del libro saranno due illustri relatori: la professoressa Simona Laudani, già docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Catania,e l’architetto Giuseppe Giugno, profondo conoscitore e storico dell’architettura siciliana. La presenza viva degli autori permetterà al pubblico di addentrarsi nelle quinte della ricerca e di comprendere appieno la genesi di un libro destinato a diventare un punto fermo nella storiografia dell’isola.

             Il punto di partenza dell’indagine risiede in un ritrovamento eccezionale: la scoperta, avvenuta tra le carte dell’Archivio della Casa Ducale di Medina Sidonia in Spagna ad opera dello storico Santiago Martínez Hernández, dei Diarios autografi di Francesco II Moncada (1569-1592), principe di Paternò e conte di Caltanissetta.

Tali diari, redatti in lingua spagnola tra il 1587 e il 1588, costituiscono una rarissima testimonianza autografa di vita quotidiana nobiliare nella Sicilia del tardo Cinquecento, anche se ad una prima lettura superficiale, si presentano come  un promemoria essenziale e scarno.

            Infatti  l’obiettivo primario dell’opera di Zaffuto Rovello e Santagati va ben oltre la pura traduzione. Gli autori si sono proposti di trasformare quello che originariamente era un quaderno  di annotazioni personali: una sequenza di impegni, orari, battute di caccia e incontri ufficiali,   in uno spaccato storico, sociale, urbano e culturale vivo e tridimensionale. Le scarne memorie del giovane principe, legate alla sua formazione cavalleresca e alla sua volontà di autorappresentarsi come perfetto gentiluomo rinascimentale, vengono decifrate e “rivissute” sulla realtà circostante.

            Il libro offre al lettore un vero e proprio «viaggio nel tempo», permettendogli di passeggiare tra le viuzze e i mercati della Caltanissetta dell’epoca, di comprendere il funzionamento della corte e di cogliere la complessa trama sociale, culturale e urbanistica di un feudo tra i più importanti del Mediterraneo.

            La particolarità del volume risiede principalmente nella perfetta complementarietà delle competenze dei due autori, che hanno saputo fondere due approcci metodologici distinti ma strettamente interconnessi:

            Da un lato Rosanna Zaffuto Rovello, storica di riconosciuto valore e profonda conoscitrice dell’archivio moncadiano e delle vicende nissene, ha profuso nel testo la sua eccezionale conoscenza dei fondi notarili e contabili. Il suo intento è stato quello di contestualizzare e spiegare ogni singolo dettaglio citato di sfuggita nel diario. Quando il principe menziona i suoi falchi, le sue letture o i suoi medici, la studiosa attinge a centinaia di inventari post-mortem, contratti di matrimonio e delibere feudali per ricostruire l’esatta consistenza della biblioteca principesca (oltre 700 volumi), le specie di falconi posseduti, la struttura della scuderia (oltre 200 cavalli di razza) e i complessi equilibri politici curati dalla madre, la contessa Aloisia De Luna e Vega.                 

            Dall’altro la competenza linguistica e la ricostruzione territoriale di Luigi Santagati: attento studioso della viabilità e della topografia storica siciliana, Santagati ha affrontato la complessa traduzione dal manoscritto Spagnolo.

            Il suo apporto è stato duplice: da un lato ha condotto un delicato lavoro di mediazione linguistica, evidenziando come il principe alternasse lo spagnolo appreso per gli impegni di corte con idiomi e termini dialettali della parlata siciliana; dall’altro ha ricostruito con rigore geometrico e cartografico tutti gli spostamenti e gli itinerari di Francesco Moncada lungo le antiche regie trazzere e le strade consolari romane dell’isola, realizzando la prima pianta ricostruttiva di Caltanissetta nel 1588.

            La collaborazione tra i due studiosi ha dato vita a un’opera interdisciplinare in cui la storia sociale, la storia dell’arte, la linguistica e la geografia storica si fondono armoniosamente, offrendo un contributo fondamentale alla storiografia siciliana ed europea.

            Il volume mette in evidenza il ritratto di un Principe Gentile e si distingue per una narrazione scorrevole e affascinante che guida il lettore tra le strade, le chiese e i palazzi della Caltanissetta del Cinquecento. In un contesto, così ricostruito e rivitalizzato, emergono con nitidezza le diverse anime della vita di corte:

  • L’otium culturale e il mecenatismo: i pomeriggi trascorsi ad ascoltare madrigali, le lezioni di astronomia col maestro non vedente Sebastiano Ansalone, le letture ad alta voce della Gerusalemme Liberata del Tasso e i versi bucolici scritti dallo stesso principe.
  • Le passioni cavalleresche e gli svaghi: l’amore travolgente per i falchi e le battute di caccia nel bosco di Mimiano, le sfide con la lancia nell’arena cittadina, le partite al Gioco di Pitagora, le carte etc.
  • La dimensione urbana e istituzionale: l’arrivo festoso della corte in città nel 1587, le passeggiate tra le bancarelle della fiera di San Michele, i dialoghi con i giurati e la tragica morte improvvisa del principe nel 1592, a soli ventitré anni.

            In conclusione, l’evento rappresenta un momento centrale per la riscoperta dell’identità cittadina. Il volume di Rosanna Zaffuto Rovello e Luigi Santagati regala alla collettività e agli studiosi non soltanto una rigorosa ricostruzione scientifica, ma un vero e proprio “viaggio nel tempo” capace di collocare Caltanissetta in una nuova dimensione   e restituire dignità e centralità alla storia della nostra Città e della sua aristocrazia rinascimentale. In definitiva un “Patrimonio ritrovato” per la comunità.

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