La croce (ancora) spezzata, ulteriore simbolo di abbandono e di degrado del nostro territorio

redazione
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da Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:

Dal 20 gennaio 2026 a ieri, mercoledì 5 agosto 2026, hanno impiegato più di sei mesi. Per cosa? Per riparare, saldare la croce del monumento a Cristo Redentore che si erge al centro della Sicilia, su monte San Giuliano, a Caltanissetta? E l’hanno ricollocata tra le braccia del Cristo Redentore che domina la città?

Questo ci aspettavamo, con fede e speranza, e questo era più che probabile e auspicabile che succedesse, considerato che oggi, 6 agosto, si celebra La Festa del Rede ntore, che è una delle ricorrenze religiose più sentite della città di Caltanissetta e che sono trascorsi più di sei mesi dalla folata di vento che ha investito il monte San Giuliano spezzando in due parti la croce.

Niente di tutto questo! Ieri mattina, degli operai, servendosi di una gru con carrello, hanno portato via la parte bassa della croce. Il frammento pericolante della croce fu rimosso sei mesi fa, subito dopo il danno, dai Vigili del Fuoco, per garantire la sicurezza. «La Curia Vescovile e la Soprintendenza ai Beni Culturali si sono attivate per la riparazione e il riposizionamento della croce» – si disse, allora.  

Insomma: dopo più di sei mesi la croce deve ancora essere riparata, saldata e ricollocata al suo posto. Incredibile ma vero!

Sei mesi fa scrivemmo: «Ci auguriamo che il monumento sia riportato al più presto alla sua integrità, e non diventi un ulteriore simbolo di abbandono e di degrado del nostro territorio. Sarebbe imperdonabile». Cos’altro dire?

Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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