Il Circolo di San Cataldo del Partito Democratico interviene sul caso del crollo del muro al cimitero comunale e sulla riapertura della scuola materna Belvedere, dove ieri, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, sono ricominciate le lezioni.
Secondo il Pd locale: “Scuole e Cimitero ennesima pagina nera di una città in autogestione. Più che da una Giunta sembra essere amministrata dal CDA di un’impresa edile di scarsa qualità, sempre pronta a ristrutturare dopo le crepe con delle soluzioni provvisorie e mai in grado di prevenire”, ricordando che lo scorso 7 marzo hanno depositato l’ultima interrogazione evidenziando le criticità del cimitero: “Alle nostre richieste l’Amministrazione – si legge in comunicato – aveva risposto con rassicurazioni confuse e generiche che, come tali, avevamo criticato invitando ad un ravvedimento con intervento puntuale. Oggi è evidente che quelle parole erano prive di seguito e che, dietro di esse, si celava l’ennesimo disinteresse verso la manutenzione e la sicurezza di un luogo essenziale per la comunità sancataldese. Proprio per affrontare questa situazione, grazie alla nostra mediazione e a quella dei gruppi consiliari di opposizione, prima in Conferenza dei capigruppo e successivamente in Consiglio comunale, abbiamo chiesto e ottenuto lo stanziamento di maggiori risorse per la manutenzione del cimitero. Lavori che dovevano servire a prevenire e che ancora una volta serviranno a curare”.
Per quanto riguarda la scuola Belvedere il Pd scrive: “La ‘promessa mantenuta’, di cui si parla, irresponsabile, era quella di riaprire in 20 giorni una scuola che è stata invece chiusa per un anno creando disagi alle famiglie”.
Il comunicato conclude: “Con un’Amministrazione giunta rovinosamente al capolinea, non intendiamo soffiare su venti di rabbia e indignazione assolutamente comprensibili, anche perché sarebbe come sparare sulla croce rossa. Ma se il sindaco è stanco e non ritiene più di avere le energie necessarie per governare, dovrebbe prenderne atto e compiere una scelta conseguente. In caso contrario, ha il dovere di traghettare responsabilmente la città nei prossimi otto mesi, garantendo il normale funzionamento della macchina amministrativa, la sicurezza dei cittadini e i servizi essenziali. La campagna elettorale non può oscurare i problemi quotidiani né trasformarsi in un alibi per abbandonare i bisogni dei cittadini”.

