Si moltiplicano le adesioni alla manifestazione di Gela di sabato 3 ottobre che mette al centro il diritto alla salute e la necessità di superare le numerose criticità del sistema sanitario pubblico nel nisseno.
Il coordinamento del MPA di Gela ha dichiarato: “La sanità è un diritto costituzionale, non una concessione. Deve essere garantita a tutti: bambini e anziani, lavoratori e disoccupati, cittadini dei grandi centri e delle aree periferiche. È da questo principio che il Coordinamento del Movimento per le Autonomie – MPA di Gela rinnova il proprio impegno per la difesa e il rafforzamento della sanità pubblica e annuncia la propria convinta partecipazione alla manifestazione di sabato prossimo.
«La nostra comunità ha bisogno di un sistema sanitario più vicino ai cittadini, efficiente e capace di rispondere alle esigenze del territorio – dichiara il Coordinamento MPA di Gela –. Servono strutture adeguate, personale sufficiente, reparti pienamente operativi, servizi territoriali potenziati, liste d’attesa più brevi e dotazioni diagnostiche e tecnologiche all’altezza delle necessità. Curarsi nel proprio territorio deve essere una possibilità concreta, riducendo la mobilità sanitaria e i disagi che gravano sulle famiglie».
«La sanità pubblica non può essere considerata soltanto una voce di bilancio: è un investimento sulla qualità della vita e sulla dignità delle persone. Difenderla significa tutelare tanto i cittadini quanto gli operatori sanitari, che devono poter lavorare in condizioni idonee, con risorse e strumenti adeguati».
Il Partito Democratico provinciale aveva già manifestato la sua adesione alla manifestazione di protesta di Gela, dichiarando: “Il Partito Democratico aderisce alla manifestazione in difesa dell’ospedale Vittorio Emanuele e del diritto alla salute, indetta dall’amministrazione comunale di Gela per sabato 3 ottobre. Ci saremo, per stare al fianco dei gelesi e degli amministratori che da oltre 50 giorni presidiano l’ospedale per chiedere interventi concreti e immediati e non annunci e promesse farlocche di fronte ad un sistema sanitario allo sbando”.
“L’assenza dell’assessore regionale e dei vertici dell’Asp – afferma il segretario provinciale, Renzo Bufalino – è un segnale grave, che aggiunge sfiducia a una situazione già insostenibile. Il diritto alla salute non ammette rinvii né appartenenze: per questo saremo in piazza accanto al sindaco, ai cittadini e alle organizzazioni che hanno scelto di far sentire la propria voce in modo civile e unitario”.
Quella di Gela non è un’emergenza isolata: è il sintomo di un sistema sanitario allo sbando. Reparti sotto organico, pronto soccorso in affanno, liste d’attesa che costringono i cittadini a rinunciare alle cure o a cercarle fuori provincia, personale sfiancato da turni insostenibili. Chi governa la sanità siciliana ha la responsabilità politica di questo declino e non può più limitarsi a promesse e rinvii”.
La ricetta del Pd nisseno è presto fatta: arrivo immediato di personale medico nei reparti in maggiore sofferenza e un nuovo ospedale con una reale funzione comprensoriale, punto di riferimento per Gela ma anche per Butera, Riesi, Mazzarino e Niscemi, con le risorse del Fondo sviluppo e coesione destinate anche al potenziamento della medicina territoriale”.

