Se ne va padre Salvaggio, per 40 anni “il parroco di tutti”della Cattedrale di Caltanissetta

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Padre Rosario Salvaggio è tornato alla casa del Padre, nella sua Resuttano, dove era nato il 18 ottobre 1932. Per quasi quarant’anni parroco della cattedrale a Caltanissetta, dai primi anni ’70 fino al pensionamento, è stato una figura di riferimento della Chiesa nissena, profondamente legato al popolo e alle sue tradizioni, che nella cattedrale trovavano la sede storica delle proprie manifestazioni.

Ordinato sacerdote il 29 giugno 1956, dopo aver approfondito i suoi studi a Roma, ha esercitato il suo ministero con intelligenza, cordialità e apertura mentale, attento alle trasformazioni sociali e, sopratutto nei suoi primi anni in cattedrale, motivato ad impegnare i giovani nelle esperienze della solidarietà.

Negli anni del Concilio, nel 1965 diventa Pro Prefetto degli Studi del Seminario, che rinnovava completamente il suo staff di formatori, affrontando le nuove domande e le prospettive che il Vaticano II aveva generato, bisognose di un nuovo impianto culturale e di un nuovo rapporto con i laici e con la società.

Negli anni caldi della contestazione studentesca contro la “scuola di classe”, propose agli studenti delle scuole superiori di tenere il doposcuola in cattedrale ai bambini e ai ragazzi dei quartieri più poveri, raccogliendo l’impegno entusiastico di un gruppo di liceali che per due anni lavorarono a contatto con una realtà spaventosamente deprivata, toccando con mano le ingiuistizie profonde della società che colpivano più dolorosamente proprio i bambini, che spesso abbandonavano la scuola per andare a lavorare in nero, a 10, 11 anni, sotto gli occhi di tutti.

Durante il Sinodo diocesano, dal 1990 al 1993, aveva guidato la Commissione “Campi emergenti del servizio di carità: nuovi poveri, anziani, infermi” mettendo a frutto la sua esperienza.

Sapeva trasformare l’azione pastorale in vita vissuta delle persone, padre Salvaggio, farle riflettere, qualche volta cambiare vita, senza “predicare” paternalisticamente, ma costruendo le occasioni giuste per mettere alla prova la buona volontà, senza bigottismi, oserei dire con laicità.

L’anno scorso erano andati a trovarlo i “Ragazzi dell’associazione cattolica”, dopo cinquant’anni dall’esperienza che avevano vissuto con lui in cattedrale, di animazione, condivisione, crescita spirituale gioiosa e costruttiva.

Appassionato della “sua” cattedrale, le aveva dedicato due pubblicazioni, nel 2007 e nel 2008, sugli archi dove sono narrate le storie dell’Antico Testamento e le volte con le storie del Nuovo Testamento, dettagliando con sapienza teologica gli oltre cento affreschi che Borremans aveva dipinto a metà del XVIII secolo. E prima di andare in pensione, l’impegno per la nuova cappella del SS. Sacramento, per la quale aveva anche donato generosamente risorse sue.

E’ stato il parroco di tutti, sempre sorridente e cordiale, ironico e talvolta garbatamente pungente, sacerdote con la schiena dritta, libero da subalternità clientelari con il potere, autonomo nelle sue scelte e aperto nelle sue idee, determinato e diretto, ma senza mai prevaricare. Un sacerdote moderno, anche quando era avanti con gli anni, con uno sguardo sempre lucido quanto pieno di amore sulla “sua” Chiesa nissena.

I funerali di padre Salvaggio si svolgeranno a Resuttano in chiesa madre, mercoledì 22 luglio alle 11

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