Scompare Franco Spena, artista nisseno e intellettuale raffinato, sempre proiettato nell’orizzonte del futuro

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Oggi è una giornata triste per la cultura e la comunità nissena: Franco Spena ha lasciato questo mondo, a 81 anni, dopo una vita spesa nella ricerca artistica esplorando tutte le forme espressive delle arti figurative contemporanee. Ha portato il nome della nostra città nei circuiti culturali nazionali ed internazionali e svolgendo, insieme al “Gruppo di Caltanissetta” di cui è stato promotore a partire dagli anni ’60 del ‘900, una preziosa funzione pedagogica che ha elevato il livello culturale del pubblico e stimolato la crescita di nuovi talenti.

Personalità profonda, riflessiva, mite e determinata, sempre disponibile al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni a cui offriva molto spesso gratuitamente la sua opera e la sua consulenza. L’ultima sua mostra personale, antologica, nella sua città si è svolta nella primavera del 2024 a Palazzo Moncada, con l’omaggio degli artisti che hanno condiviso il suo impegno culturale e civile nell’ultimo mezzo secolo: Turi Salamone, Lillo Giuliana, Michele Lambo, Calogero Barba, Giuseppina Riggi, con i quali negli anni ’70 aveva costituito l‘Associazione Marchel Duchamp e pubblicato le riviste “Il Foglio d’Arte” e “Cartagini“.

Ha scritto di lui in un suo ricordo Ettore Garozzo: “Artista visivo, critico, poeta, operatore culturale, Spena ha attraversato oltre sessant’anni di ricerca senza mai rinchiudersi in una definizione univoca. La sua opera è stata, prima di tutto, “un esercizio di libertà”: pittura, assemblaggio, scultura, parola scritta, arte verbo-visiva e libro-oggetto sono stati per lui territori comunicanti, strumenti diversi di un’unica necessità espressiva. Al centro, sempre, la “materia” e il “segno”, trattati con rispetto quasi etico, come se ogni frammento portasse con sé una memoria da ascoltare. Spena è stato un artista profondamente sensibile, capace di trasformare materiali poveri, scarti, carte e oggetti quotidiani in luoghi di riflessione poetica. Il suo lavoro non cercava l’effetto, ma il senso; non l’urgenza del clamore, ma la durata del pensiero. In questa tensione silenziosa risiedeva la sua forza.”

La sua ricerca artistica poneva domande, apriva finestre di pensiero, costruiva riflessioni condivise, sempre con equilibrio, senza prevaricazione, con la pazienza del seminatore convinto che tanti frutti del suo lavoro potessero essere raccolti dopo di lui.

Ha curato decine di mostre nella sua città, attento alla qualità dell’esposizione e della presentazione, anche con pochi mezzi, ma sempre come se si fosse alla Biennale di Venezia, dove lui con le sue opere era stato ospite nel 2007 e nel 2011. Operatore culturale infaticabile e innovativo, sempre attento ai nuovi percorsi che nel campo dell’arte emergevano nel panorama internazionale e con cui si confrontava in una serie di mostre a Bruxelles, Francoforte, Stati Uniti, nelle più importanti gallerie italiane ed europee.

Critico d’arte raffinato ed acuto, ha prodotto testi pregevoli, che meriterebbero di essere raccolti e ripubblicati, ricostruendo un percorso di sviluppo delle arti contemporanee italiane alle quali, attraverso Franco Spena, anche Caltanissetta ha potuto esprimere una sua parola autorevole.

Il video dell’ultima mostra di Franco Spena a Palazzo Moncada

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