Una cosa è certa: chi non deve ricevere incarichi professionali, promozioni, titoli e riconoscimenti di varia natura è sicuramente una persona tranquilla e indipendente. Non c’è alcun affanno per chi è libero dai condizionamenti politici. Non ho mai capito l’incoerenza in politica. Conosco persone che sono transitate in tutte le formazioni politiche: da sinistra a destra, dal centro ad altro. Senza alcuno scrupolo: c’era l’interesse “particolare”.
Non ho mai capito quelli che si dichiaravano socialisti, io lo sono ancora, e poi sono andati in Forza Italia, come se fosse la stessa cosa e non lo era. Come, non capisco quelli che erano comunisti e votavano PCI e, oggi, votano per i candidati di Fratelli di Italia. Non siamo tutti gli stessi. Si può cambiare idea politica ma con spirito onesto e auto critico.
A sinistra, ci sono persone che non andranno a votare per le elezioni comunali che si terranno nel mio bel paese! Capisco la loro decisione anche se non la condivido. Nel segreto dell’urna tutto è possibile, come i miracoli che si manifestano all’improvviso, senza alcuna previsione.
Gli altri, quelli presunti vincenti, sono preoccupati? Si dannano l’anima anche per un solo voto trovato! State tranquilli, non accade nulla, non ci saranno né morti né feriti. E poi ritornerà il sole sulla nostra comunità. Ci unisce la festa patronale e tutti la festeggeremo con allegria.
A tutti piace piacere agli altri. I politici locali e non vivono di consensi. Molte persone, uomini e donne, espongono la loro immagine sui social per piacere agli altri: ciò che fai, la tua immagine pubblica, il tuo lavoro, il tuo impegno politico. L’ho potuto anche verificare su me stesso. Ma non è fondamentale piacere agli altri per vivere o per l’impegno sociopolitico.
La gente è stanca: l’economia va male, è aumentato il costo della vita, manca il lavoro per i giovani e per gli adulti, la sanità pubblica non funziona! Ma ci sono le feste patronali, il divertimento, il post-fascismo, l’egoismo diffuso per cui si dice: “E che me ne importa, io mi faccio i fatti miei. Gli altri? Chi se ne frega degli altri (Benito Mussolini) …. possono anche morire!”.
Detto con santo e socievole spirito cristiano! Non è da tutti pensare. Ci vuole coraggio per riflettere. Il buon senso, e quindi l’equilibrio razionale, mi dice che i fallimenti evidenti della Sinistra, di una sinistra confusa che non sa cosa farà da grande perché non desidera crescere, non può giustificare il fallimento evidente di una destra post-fascista (notoriamente autoritaria e reazionaria), una destra illiberale e attaccata al potere, segnata da mille contraddizioni, furba e becera, destinata alla scomparsa e per suo consunto trapasso.
Manca, oggi, l’analisi del pensiero critico che pur distante da una sinistra pasticciona, spesso elitaria e non popolana, sappia vedere le mille ambivalenze e ambiguità di una destra asfittica, già morta, che insegue i deliri e i miasmi maleodoranti di Trump e di Netanyahu, fautori del nulla cosmico e crudeli assassini.
A noi siciliani ci salvano i nostri grandi scrittori e la straordinaria bellezza della nostra isola!
Per conquistare l’elettore, come può fare un seduttore con una bella donna, diversi politici usano espressioni gentili e affettuose che non sono veritiere! Sandro Pertini arrivava a dire: “Cari concittadini”, ma si fermava lì. “Caro mio, gioia mia, mio tesoro, luce dei miei occhi”, lo posso dire a mia moglie e, forse, a qualche amico o parente! Non posso usare confidenze affettuose quando faccio politica! L’elettore non è un mio parente.
L’imbonimento affettuoso non è la politica concreta che possa risolvere i problemi dei cittadini. Un politico di sinistra che conosco e di lungo corso, serio e attento, responsabile e riflessivo, ironicamente diceva ad un suo elettore: “Amico mio …. le cose non stanno così!”. Cari politici di professione, promettete anche il cielo perché chi viene dopo conterà i passi che si dovranno fare! E poi, gli elettori: chi se li ricorda?
Anche le elezioni comunali sono un banale transito dell’esistenza e dell’esistere. A risultato fatto e ottenuto, “i cari miei” e “le gioie mie” scompariranno perché i politici di “professione” mangiano pane dimenticato! Che inutile fatica. Viva le elezioni comunali, viva il voto libero nella Repubblica delle banane. Ne siete tutti convinti? Ne siamo tutti convinti? Sono tutti onesti? Andiamo tutti a votare, è un nostro dovere civico. Senza farci eccessive illusioni. Io voto per mia cugina. Così il voto rimane in famiglia!
Tonino Calà


