da Jessica Napoli, pedagogista ed Educatrice professionale riceviamo e pubblichiamo:
“Password:Partecipazione. La chiave per aprire il portafoglio della vostra città”
Cari ragazzi e care ragazze,
c’è una parola che in questi giorni vi viene consegnata davvero: Partecipazione. Da pedagogista ed educatrice, osservo ogni giorno la vostra capacità di leggere la realtà con freschezza e senza filtri, ma vedo troppe idee brillanti morire dentro uno smartphone o soffocare nel disincanto di chi pensa che “tanto non cambia nulla”. Questa frase dimenticatela. Non fatevi più contagiare dal pessimismo altrui.
Oggi, però, la partecipazione non è più un concetto astratto da studiare sui libri, ma una sfida diretta al vostro spirito critico. È l’occasione per smettere di essere spettatori di valutazioni fatte da altri e diventare finalmente i progettisti dei vostri desideri. Stamattina avranno inizio le votazioni per la scelta delle aree tematiche più votate , relativamente al “Bilancio Partecipativo “ 2026. L’esito finale orienterà poi la presentazione dei progetti. Partecipare ad un bilancio condiviso, significa passare dal “like” di protesta o condivisione, al progetto reale: è il momento in cui i vostri bisogni smettono di essere invisibili e diventano proposte concrete.
Cos’è il “Bilancio Partecipativo”? Immaginate cosa accadrebbe, se a scuola vi dicessero : “Abbiamo 500 euro per migliorare un laboratorio, li affidiamo a voi”. Esattamente questo, ma più in grande. Il Comune affida una parte dei soldi a disposizione, ai cittadini.
Perché dovreste farlo? Perché la partecipazione è l’unico vero antidoto alla rassegnazione. Progettare un corso, un’area sportiva in un quartiere o un app utile ai vostri interessi,vuol dire, in fondo, riprendersi il diritto di abitare. Dal punto di vista educativo, questo processo ha un valore immenso: vi allena a dare una forma alle vostre intuizioni, a confrontarvi, a lottare per un’idea e a capire quanto pesa la vostra voce quando decidete di usarla insieme.
Quando un cambiamento nasce da una vostra visione, il legame con ciò che vi circonda cambia pelle. Quel progetto non sarà più un oggetto estraneo calato dall’alto, ma diventerà un pezzo della vostra identità, qualcosa da difendere e valorizzare perché intriso del vostro tempo. Partecipare significa smettere di aspettare che qualcuno si accorga di voi e iniziare a costruire il mondo in cui volete vivere, qui e ora. Se avete non meno di sedici anni e siete residenti a Caltanissetta, esprimete la vostra preferenza per l’ area che vi interessa di più, informatevi sui progetti più interessanti ( quando saranno pubblicati )o scrivetelo voi, un Progetto. Da soli, in gruppo, appoggiandovi ad altre realtà, questo non importa. Sui canali del Comune di Caltanissetta, troverete tutte le indicazioni utili per farlo.
La democrazia non è un’attesa, è un cantiere aperto in cui bisogna sporcarsi le mani. Non restate in panchina a guardare: entrate in campo, avanzate la vostra proposta e dimostrate che la realtà vi appartiene davvero.
Con immensa fiducia nella vostra forza creativa,
Jessica Napoli
Pedagogista ed Educatrice professionale socio pedagogica

