di Francesca Inserra
Non c’è una Lira
In questi giorni ho appurato che tutto ciò che era puramente teorico è diventato realtà. L’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Caltanissetta è molto “azienda”, poco “servizi”, e per nulla “alla persona”. L’ Asp che ha pensato di chiudere al pubblico un parco dove bambini giocavano in sicurezza, adulti e anziani facevano attività fisica e passeggiate, per poter usufruire di 6 milioni di euro e aprire una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza).
Tutto questo dopo svariati comunicati a dir poco singolari:
- chiusura per motivi di sicurezza dopo il ciclone “Harry”;
- problemi legati ai fondi per la manutenzione e richiesta al Comune e alle associazioni di occuparsi della gestione (lamentando, tra l’altro, l’assenza di risposta da parte del Comune).
Si può quindi affermare che neanche la comunicazione sia il loro punto forte.
Quest’ ASP, che scopre di essere ligia al dovere quando ci sono in ballo 6 milioni di euro, non lo è invece nella gestione ordinaria, nel senso più stretto del termine, eppure anche in questo caso si erano ripromessi di migliorare, ma la realtà è un’altra: - Mancanza di medici per patologie specifiche;
- Liste d’attesa pluriennali;
- Concetti di urgenza fantasiosi, spesso con visite fissate fuori città, senza tenere conto delle difficoltà dei pazienti e potrei continuare all’infinito.
La cosa che mi stupisce, o meglio, che vorrei mi stupisse, ma che purtroppo rappresenta soltanto un’ulteriore conferma , è vedere una parte della cittadinanza gioire per la chiusura del parco, insultando chi ha manifestato per evitarlo, sostenendo come motivazione la scarsa attenzione verso le ville comunali Cordova e Amedeo, come se una cosa escludesse l’altra.
Invece di unirci per un bene comune e lottare per avere più verde e più spazi liberi, si festeggia la chiusura di un parco e l’apertura di una REMS.
Caltanissetta è una città collinare: la cura del verde pubblico, dei parchi e delle ville dovrebbe essere normale Amministrazione, invece tutto viene gestito in maniera casuale, senza criterio logico né sistematico, come se un sindaco di una città di mare non pensasse alla manutenzione delle spiagge libere. - A Caltanissetta la filosofia sembra essere sempre la stessa: “cumu veni si cunta” e che la cosa pubblica sia meglio affidarla ai privati, basta vedere la gestione dell’acqua pubblica e della piscina comunale, sempre ammesso che quest’ultima apra.
- In tutto questo, l’Amministrazione resta tranquillamente seduta a guardare la città sprofondare nell’oblio e nella mestizia
- Francesca Inserra

