“Mi racconto” lettera di Flavio Di Tavi

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Mi chiamo Flavio Di Tavi e sono nato il 21 gennaio 2004. La mia storia è iniziata in salita: sono venuto al mondo con tre mesi di anticipo, quando ero ancora un bambino troppo piccolo e fragile per affrontare la vita. Ma fin dai primi istanti ho dimostrato di avere dentro di me una forza speciale.

A soli otto mesi mi è stata diagnosticata una tetraparesi spastica, una condizione che colpisce tutti e quattro gli arti e che, nel mio caso, ha interessato in modo più marcato il lato sinistro del corpo. Da quel momento la mia vita è stata diversa da quella di molti altri bambini. La carrozzina è diventata la mia compagna di viaggio, una presenza costante che avrebbe potuto rappresentare un limite.

Ma io ho scelto di non vedere la mia disabilità come una condanna.

Ho deciso di trasformarla nella mia più grande abilità.

Sono cresciuto affrontando ostacoli che spesso non erano causati dalla mia condizione fisica, ma dai pregiudizi, dall’indifferenza e dalle barriere che la società continua a costruire intorno alle persone con disabilità. Ho conosciuto la discriminazione, ho visto diritti negati e promesse dimenticate. Eppure, ogni difficoltà ha alimentato la mia determinazione.

Invece di arrendermi, ho imparato a lottare.

Lotto ogni giorno per dimostrare che il valore di una persona non si misura dai passi che può fare, ma dalla forza con cui affronta il proprio cammino. Lotto perché nessuno debba sentirsi escluso o invisibile. Lotto per quei diritti che troppo spesso vengono negati dalle amministrazioni locali e da una società che non sempre sa ascoltare.

La mia carrozzina non definisce chi sono. Definisce solo il modo in cui mi muovo nel mondo. Quello che mi definisce davvero è il coraggio con cui affronto ogni sfida, la volontà di non arrendermi mai e il desiderio di costruire un futuro più giusto per tutti.

Sarò sempre al fianco delle persone con disabilità, perché la loro battaglia è anche la mia. Continuerò a far sentire la mia voce, a difendere i nostri diritti e a combattere contro ogni forma di discriminazione. Perché ho imparato che la vera forza non è nelle gambe che camminano, ma nel cuore che non smette mai di credere, di sperare e di lottare.

E questa è la storia di un ragazzo nato prematuro, che la vita ha messo alla prova fin dall’inizio, ma che ha scelto di trasformare ogni ostacolo in una ragione per andare avanti, con dignità, coraggio e amore per la giustizia.

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