dal Prof. Leandro Janni riceviamo e pubblichiamo:
Natura abhorret a vacuo (la natura aborre il vuoto)
«Non possiamo tollerare che la nostra città sia ostaggio di un’incolta vegetazione. Non si tratta solo di una questione estetica, ma di sicurezza pubblica e igiene». Così si esprime, tra le altre cose, nel suo ultimo comunicato stampa, l’ex assessore comunale Matilde Falcone.
Che dire? Non posso che condividere, nel merito, da cittadino e da ambientalista, il grido di allarme e l’appello alla sicurezza, all’igiene e al decoro urbano manifestati da Matilde Falcone. Questa critica al sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro e alla sua giunta, come le altre e sempre più frequenti critiche, provenienti dalla medesima coalizione che ha vinto le ultime elezioni comunali, testimonia di un chiaro e crescente malessere e malcontento nel centrodestra nisseno. E d’altronde tutto ciò è comprensibile.
Delle parole della Falcone, però, colpisce l’espressione «… non possiamo tollerare che la nostra città sia ostaggio di un’incolta vegetazione …». Questo peculiare giro di parole per non dire, probabilmente, molto più chiaramente: «non possiamo tollerare che la nostra città sia ostaggio di amministratori inerti e inadeguati. E comunque: «natura abhorret a vacuo».
Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia

