Il consigliere Fabrizio Di Dio ha ufficializzato l’uscita da Forza Italia e l’adesione al Gruppo Misto, motivando la scelta con divergenze sulle decisioni politiche assunte dal partito a livello locale.
In una nota, Di Dio ha spiegato di essere stato escluso dai momenti di confronto e di non aver trovato sostegno per la propria attività istituzionale, nonostante il consenso ricevuto in aula su diverse iniziative. Il consigliere ha inoltre assicurato che continuerà a svolgere il proprio mandato «con autonomia e responsabilità», ponendo al centro l’interesse della città.
Poche ore dopo la comunicazione ufficiale, l’ex assessore Marcello Mirisola ha diramato la seguente nota di apprezzamento:
Esprimo piena solidarietà al consigliere Fabrizio Di Dio per una scelta che, al di là delle legittime valutazioni personali, rappresenta il sintomo evidente di un malessere politico ormai non più occultabile.
L’uscita di un altro rappresentante di Forza Italia è l’ennesima dimostrazione di una crisi che affonda le proprie radici nell’azione dell’attuale amministrazione comunale. Una gestione politica che, invece di consolidare il partito del sindaco e rafforzare la coalizione di centrodestra, ha prodotto l’effetto opposto: divisioni, malcontento, allontanamenti e un progressivo impoverimento della forza politica che avrebbe dovuto rappresentarne il principale punto di riferimento.
È paradossale che proprio sotto una guida espressione di Forza Italia il partito abbia registrato un continuo depauperamento della propria rappresentanza e della propria autorevolezza politica. Un patrimonio costruito nel tempo con il contributo di tanti amministratori e militanti è stato progressivamente disperso da un metodo di governo che ha privilegiato logiche personalistiche rispetto al confronto politico e alla valorizzazione della classe dirigente.
Il passaggio del consigliere Di Dio al Gruppo Misto non può essere liquidato come un episodio isolato. È l’ennesimo campanello d’allarme che certifica il fallimento di un modello amministrativo incapace di tenere unita la maggioranza, di fare da collante tra giunta e consiglio comunale, espressione della volontà popolare, e di offrire una prospettiva politica credibile.
Il danno, però, non riguarda soltanto Forza Italia. A pagare il prezzo di questa continua instabilità è l’intera comunità nissena, costretta ad assistere a una maggioranza sempre più fragile e ripiegata sulle proprie contraddizioni, mentre la città attende risposte concrete sui temi dello sviluppo, dei servizi e della qualità della vita.
È arrivato il momento che il sindaco e chi continua a sostenerne l’azione si assumano fino in fondo la responsabilità politica di quanto sta accadendo. Quando una forza politica perde progressivamente i propri rappresentanti e la coalizione si sfalda dall’interno, non si è più di fronte a singoli episodi, ma al fallimento di un progetto politico e amministrativo che ha tradito le aspettative di chi aveva creduto nel cambiamento.
Caltanissetta merita un governo cittadino capace di unire, ascoltare e valorizzare le energie migliori del centrodestra, non un’amministrazione che continua a dividere, indebolire il proprio partito e compromettere la credibilità dell’intera coalizione.


