di Tina Duminuco
La parola è il più importate elemento della comunicazione umana nella sua espressione prima orale e poi scritta. Ogni periodo, dalla preistoria alla storia, ha avuto la sua forma di comunicazione fatta di segni, disegni, geroglifici, grafemi, lettere. Ogni popolo, ha sperimentato linguaggi e tecniche per comunicare un pensiero, trasmettere una notizia, raccontare una storia, cercando sempre il modo più efficace da condividere all’interno di un gruppo. L’evoluzione della scrittura è diventata presso alcuni popoli una vera forma di arte calligrafica che ha portato alla nascita di specialisti, di scribi, di amanuensi, quasi una classe eletta. Ha creato delle differenze sociali tra chi poteva e sapeva scrivere e leggere, per questo fondamentale è stata la ricerca di una semplificazione meccanica che rendesse più facile la possibilità di scrivere in caratteri universalmente riconosciuti e comprensibili ad un più alto numero di persone.
La storia affascinante della scrittura ed il suo rapporto con gli scrittori è il tema che si può approfondire visitando la Mostra Permanente della Macchina da Scrivere che si trova nella bella sede del Centro d’Arte e Cultura “La Sicilia e il suo cuore” gestito dall’Auser Montedoro nei locali di Largo Roma; centro che raccoglie un’antologia dei Maggiori scrittori e Scrittrici della Sicilia del ‘900.
Sulle pareti di queste sale si possono leggere preziosi cammei che invogliano il visitatore a ricercare nei libri presenti nelle vetrine il piacere di leggere o rileggere quelle parole, scritte un giorno da artisti come Verga, Pirandello, Sciascia, Camilleri… e magari trovare il collegamento con la macchina da scrivere che essi hanno adoperato. Si possono vedere le locandine dei film dai loro libri ricavati e magari esser incuriositi a rivederli. Si possono scoprire i nomi e leggere i titoli dei libri delle scrittrici che ingiustamente sono state relegate e ruoli marginali o destinate all’oblio, come spesso succede alle donne.
Tra questi Scrittori e Scrittrici vogliamo ricordarne due che con questa casa e questo paese hanno un legame particolare e che saranno inseriti nel circuito della “Strada degli Scrittori”: Luisa Caico Hamilton e Angelo Petyx Ad essi è stato riservato uno spazio particolare. La prima, nata a Nizza nel 1861 ha vissuto per dieci anni in questo storico edificio di proprietà della famiglia del marito e ha pubblicato a Londra un interessante, a volte ironico e a volte commosso, reportage etnoantropologico sulla vita di un paese dell’entroterra siciliano della fine dell’Ottocento, corredato da una serie di bellissime foto, da lei scattate e stampate, che sono un prezioso documento storico.
Il secondo, Angelo Petyx è nato a Montedoro nel 1912 e ha narrato con partecipazione commossa le storie piccole di contadini e minatori, di uomini donne e bambini che si dibattono tra la miseria e i soprusi dei potenti, la solitudine dei più fragili che siano vecchi o bambini, sullo sfondo di una natura che sembra a volte indifferente alle vicende umane, una solitudine universale sotto un sole implacabile ed ostile.
In tutto questo percorso letterario la scrittura meccanica ha avuto una funzione fondamentale che ha permesso di rendere facilmente comprensibile e condivisibile un pensiero, una poesia un trattato, un reportage dal fronte, tutto più rapido e chiaro, senza intermediari. Ma l’evoluzione è stata lenta, frutto di ricerca, di continue piccole invenzioni e modifiche, di studio e scoperta di nuove forme e nuovi materiali a cui hanno contributo ingegneri, designer, industriali illuminati e tanti anonimi ricercatori che hanno reso questo mezzo sempre più semplice, leggero, elegante, economico e quindi alla portata di tutti.
Questa mostra, che comprende più di cento macchine da scrivere, è frutto di una donazione parte di Umberto di Donato che possiede a Milano un ricchissimo museo della macchina da scrivere. Il giorno 4 luglio si è inaugurata con grande partecipazione di pubblico e per l’occasione è stata allestita anche una mostra sulla Poesia visiva e il libro d’artista
La storia della scrittura è stata anche oggetto di un laboratorio fatto con i bambini in collaborazione con la Proloco, grazie all’ archeologa Maria Randazzo, per avvicinare i più giovani a questa realtà in continua evoluzione e per far comprendere la bellezza della parola nelle sue varie forme e la scrittura nelle sue varie tecniche in uso nel passato.
La tecnologia permette oggi di scrivere anche semplicemente con un messaggio vocale, o di affidare il proprio pensiero, dando anche minime informazioni, all’intelligenza artificiale che può scrivere al posto tuo le parole più idonee ad una comunicazione, sicuramente corretta, ma che toglie alle mani ed alla “intelligenza naturale” il piacere di esprimersi.
Per questo è importante che si conservi se non altro la memoria di questo percorso evolutivo, per evitare il rischio che la grande facilità di queste nuove tecnologie tolgano all’uomo la sua creatività ed impoveriscano sempre di più il linguaggio umano fatto di gesti e di parole, di segni e fantasia.

