L’umiltà è la vera grandezza umana

Tonino Cala
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La realtà è diventata strana e anormale, direi eccentrica! Siamo diventati tutti attori e attrici di Hollywood? Nella società dell’immagine ci sono professionisti e anche gente comune che “enfatizzano” le attività fatte, che in un’altra epoca erano normale routine, attività quotidiana e di prassi generica.

“Hai visto cosa ho fatto Io? Hai visto quanti like ho raccolto? Hai visto quanti follower mi seguono? Hai visto cosa ha detto quell’influencer?” Cose normalissime che non sono degne di nota e che si fanno diventare importanti! Questa è la mediocrità dei tempi attuali.

Io posso stimare un vero artista o un intellettuale per la sua originalità fotografica, pittorica, letteraria, saggistica, cinematografica, teatrale e altro. Ecco cosa è la banalità dei social: una vetrina che fa diventare importante una normale attività, anche se non lo è. Come un bambino che ha tra le mani un giocattolo e si trastulla!

Dio ci salvi dai social. Io ne faccio un uso critico e autocritico. Sui social non trovi i capolavori. Per i capolavori ci vuole l’originalità e la fatica. So anche perché molti si “esaltano” sui social! Non è facile avere stima di sé. Chi si vuole bene è misurato e non cede agli elogi degli altri. Il narcisista conduce una vita monotona e monocorde. Quando non è addirittura un clamoroso narcisista patologico, come nel caso di Donald Trump!

Mia moglie è un’ottima osservatrice dei comportamenti umani e dei costumi sociali. La ascolto con attenzione e capisco come sono fatti gli altri e come vanno le cose della società. Lei, il suo punto di vista femminile, come me, ha una visione disincantata della società. Raramente si sbaglia.

Nel tempo, per gli studi umanistici che sto facendo, svariando dalla filosofia alla letteratura e alla psicoanalisi, ho capito che il legame sociale si è molto indebolito, si è fatto fragile! Non siamo più nel secolo scorso, quando le persone si incontravano de visu, avevano il piacere di conversare e di socializzare e non avevano nessuna fretta.

Oggi ciascuno pensa a sé stesso, come una monade isolata e per nulla interessato al buon funzionamento della società.

Molte manifestazioni individuali e collettive sono insincere e non sono autentiche. Conosco tantissime persone che si relazionano per l’esclusivo interesse economico e finanziario e non certo per coltivare un’amicizia. Non lo dico io, ci sono seri studi di esperti che ne scrivono.

Anche nel cinema e nella letteratura contemporanea se ne parla. Il legame sociale si è spezzato e la società è diventata liquida. Un vero problema per tutti.

Da sola, la motivazione economica non può bastare! Che fine ha fatto la spiritualità umana che faceva emergere nella comunità la pulsione altruistica e solidaristica? L’uomo non può essere solamente fatto di materia.

Ci sono i suoi interessi culturali, artistici, filosofici, scientifici che lo spingono verso un orizzonte più umano, più sociale e meno egoistico. La pulsione egoica può generare tante isole chiuse e tanti muri eretti dall’ignoranza e dai pregiudizi!

Ricevere incarichi prestigiosi, titoli onorifici o denari per arricchirsi non significa un bel nulla. Lo spessore etico e umano della persona (anche al plurale) è un’altra cosa. Spesso, senatori e deputati non hanno alcun valore umano. Non facciamo diventare grandi coloro che non lo sono. Forse ci appaiono grandi a causa della nostra debolezza e perché abbiamo bisogno di loro. E li idealizziamo, come sanno fare a “ingigantire” gli adulti i bambini che proiettano le loro visioni interiori sul mondo, anche se si tratta di persone normalissime, spesso anche carenti sul piano umano ed etico. Chi non ha bisogno non vede la presunta, ipocrita e demagogica grandezza dei politici. Anche quella di altri professionisti e non solo.

L’umiltà è la vera grandezza. Asino che si vanta non vale nulla. Trump è un asino?

Tonino Calà

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