Il Comune di Riesi fa il suo ingresso ufficiale nella Strada degli Scrittori, il prestigioso itinerario turistico-culturale che celebra i luoghi e le grandi penne che hanno segnato la storia della letteratura siciliana.
L’iter istituzionale, avviato nei mesi scorsi e fortemente sostenuto da Giuseppe Calascibetta (presidente dell’ANPI locale) e da Daniela Pasqualetto (assessore alla Cultura), si è concluso con l’approvazione del Protocollo d’Intesa da parte della Giunta e la successiva ratifica all’unanimità del Consiglio comunale, grazie a una mozione presentata dai consiglieri Alice Chiantia e Vincenzo Scibetta.
Questo traguardo celebra l’importante contributo offerto da Riesi alla cultura nazionale attraverso due straordinari intellettuali del Novecento: Giovanni Nicosia e Gaetano Baglio.
1. Giovanni Nicosia (1919–1972): la penna partigiana e l’amicizia con Calvino
Laureato in Giurisprudenza e partigiano nella IV Brigata “Nuvoloni”, Nicosia ha tradotto la sua profonda coscienza antifascista in una vita dedicata alla cultura e alla giustizia sociale. Nel dopoguerra entrò a far parte della celebre casa editrice torinese, collaborando con giganti come Cesare Pavese, Natalia Ginzburg ed Elio Vittorini, e favorendo l’ingresso in redazione del suo fraterno amico Italo Calvino. Scrisse racconti neorealisti e due romanzi di rilievo: Il grande tumulo (Rizzoli, 1965), incentrato sull’archeologia etrusca, e L’uomo tagliato dall’uomo (Cappelli, 1970). Di quest’ultimo, considerato il suo capolavoro da Italo Calvino che nella prefazione scrisse: “È certo quanto di meglio tu hai scritto, anche perché ci hai messo dentro tutte le tue esperienze, con un massimo di sincerità.”
2. Gaetano Baglio (1879–1951): l’intellettuale scomodo e il difensore dei “carusi”
Formatosi all’Università di Napoli, Baglio è stato un pedagogista, studioso e servitore dello Stato di rara rettitudine morale. Nel 1905 pubblicò Il solfaraio, una delle primissime e più incisive inchieste sulle disumane condizioni di lavoro nelle miniere di zolfo siciliane. Con questo testo denunciò lo sfruttamento dei bambini (i carusi) e l’ingiusto sistema del “soccorso morto”, imponendo il tema all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Da Provveditore agli Studi a L’Aquila si oppose apertamente ad alcuni aspetti della Riforma Gentile. Convocato dal Ministero per ritrattare, preferì rassegnare le dimissioni pur di non piegare i propri principi democratici. Reintegrato nel suo ruolo dopo la caduta del regime, guidò il Provveditorato agli Studi di Enna dal 1947 al 1951 con lo scrupolo e la sensibilità sociale che lo avevano sempre contraddistinto.
C’è grande entusiasmo da parte dei promotori dell’iniziativa. Accanto alla soddisfazione del presidente dell’ANPI riesina, Giuseppe Calascibetta, che ha curato da vicino la candidatura, si unisce la dichiarazione di Daniela Pasqualetto, vice sindaca e assessore alla Cultura:
“L’ingresso di Riesi nella Strada degli Scrittori è un risultato storico per la nostra comunità. Significa riconoscere il valore di due figure straordinarie che hanno dato un contributo decisivo alla cultura italiana. È un traguardo che premia la memoria, la ricerca e l’impegno civile, e che apre nuove opportunità di crescita culturale e turistica per il nostro territorio.”

