Elogio dell’amare quale sentimento necessitante per vivere!

Tonino Cala
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Nessun essere umano è un santo che ama e che si dona senza ricevere nulla in cambio perché l’ego calcola la convenienza per sé, non dà senza ricevere! Questo è il punto centrale dell’amore non idealizzato, non ideale. Spesso, nella coppia c’è un rispecchiamento egoico dettato dalla paura e non dal coraggio!

Poi, all’improvviso, accade un’altra cosa: si scopre d’amare l’altro senza pretendere nulla, senza avere delle garanzie perché nell’amare c’è la gratificazione egoica, c’è il perdono, c’è la salvezza, c’è tutto.

Nell’amore provato per l’altro ci si salva! Si può anche amare per paura, la paura di rimanere da soli e di non farcela nella vita. L’amore richiede sempre coraggio: la fede nell’altro, l’affidarsi all’altro. La paura d’amare non è ancora amare!

Non si tratta di raccontare l’amore romantico e idealizzato degli inizi, quando nasce una storia d’amore. L’amore vero è quello che resiste nel tempo perché è testimone dei limiti e delle contraddizioni degli amanti, quando la coppia si riconosce ancora e a distanza di tempo, valorizzando la consapevolezza dei difetti e dei pregi reciproci che ci costituiscono come essere umani.

Chiaramente, chi è violento non sa amare! Il fascista non ama e non sa amare. Non può amare perché è chiuso alle possibilità dell’amore, al sapersi donare per la mancanza dell’altro. Non percepisce la sua assenza limitata d’amore, la mancanza dell’altro, il suo desidero che vorrebbe amare e che non ci riesce.

Quando muore un coniuge, una compagna o un compagno, una perdita viene vissuta dal soggetto rimasto in vita e che gli fa percepire un vuoto interiore e gli fa dire: “come farò senza di te? Come potrò vivere senza di te?” Anche nei detti popolari si usa ricordare e affermare: “una parte di sé è andata via, è morta, è rimasto monca/o”.

Molto dolorosa e faticosa è l’elaborazione del lutto personale.

Amare, diceva Lacan, è dare quello che non si ha”. Il che significa: amare è riconoscere la propria mancanza e offrirla all’altro, porla nell’altro. Non è dare quello che si possiede, dei beni, dei regali, è dare qualcosa che non si possiede, che va al di là di sé stessi. Per questo, si deve assicurare la propria mancanza, la propria «castrazione», come diceva Freud. E questo è essenzialmente femminile. Si ama veramente solo a partire da una posizione femminile. Amare femminilizza. Per questo motivo, nell’uomo, l’amore è sempre un po’ comico. Ma, se si lascia intimidire dal ridicolo, è perché, in realtà, non è sicuro della propria virilità.” (Jacques Alain Miller)

Ci sono esseri umani che per paura di amare e di perdere gli affetti preferiscono vivere da soli, conducendo una vita monacale, eremitica. Ma si tratta di una fuga dal mondo e dalla vita, una disperata fuga dalla propria realtà intima. Per vivere ci vuole coraggio, il necessario coraggio per superare le proprie paure.

Tonino Calà

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