Mirisola: “Non si sta curando il verde cittadino, lo si sta mutilando”

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Il recente post pubblicato sulla pagina istituzionale del Comune in cui si annuncia con toni trionfalistici la ripresa “a pieno ritmo” di sfalci e potature ad agosto, è la dimostrazione plastica di uno scollamento tra i tempi della natura e quelli della macchina amministrativa.

Leggere le dichiarazioni dell’Assessore Salvatore Licata, che definisce questi interventi un “servizio dovuto” per garantire decoro e sicurezza, impone una riflessione seria e costruttiva sul metodo di governo della nostra città.

Vantarsi di eseguire potature in piena estate evidenzia due criticità gestionali che vanno superate al più presto:

  1. Danno agronomico mascherato da decoro: La scienza agronomica vieta categoricamente le potature ad agosto. Intervenire con le motoseghe durante il picco di stress termico e idrico espone gli alberi a colpi di sole, disidratazione e attacchi di patogeni. Non si sta curando il verde cittadino, lo si sta mutilando. Questo genererà futuri costi per la collettività quando le piante dovranno essere abbattute e sostituite.
  2. Inefficienza spacciata per operosità:  Perché si pota ad agosto? Non per scelta tecnica, ma per evidente ritardo burocratico. I cantieri aperti in piena estate sono il sintomo di una lentezza amministrativa tipica non di chi copre il territorio, ma di un ente che rincorre l’emergenza, ritrovandosi costretto a eseguire nei mesi estivi ciò che andava pianificato durante il riposo vegetativo.

Più che soffermarmi sulla sterile polemica, sento il dovere civico di rivolgere un suggerimento all’attuale assessorato: la fine dell’estate non è il momento per le potature improvvisate, ma il periodo cruciale per la progettazione tecnica necessaria a intercettare fondi esterni per gravare meno sulle casse comunali e a non perdere i prossimi treni in partenza.

A chi, in cerca di facili alibi per il presente, dovesse chiedersi strumentalmente perché il sottoscritto non abbia colto le passate opportunità regionali, rispondo in anticipo e con i calendari alla mano: la finestra dell’ultimo bando regionale (quello da 50.000 euro per il verde urbano) si è chiusa definitivamente il 17 maggio 2025, mentre io ho assunto le deleghe solo nel settembre dello stesso anno, a termini ampiamente scaduti. 

Il mio vuole quindi essere un monito operativo per l’oggi perché un’amministrazione con una visione a lungo termine non aspetta passivamente. Attualmente, ad esempio, sono aperti i bandi europei del Programma LIFE 2026, con scadenza imminente al 22 settembre, che finanziano tramite Bruxelles proprio le infrastrutture verdi e la riqualificazione ambientale; senza contare le imminenti riaperture delle finestre della Regione Siciliana e del Ministero sui fondi residui.

Per intercettare queste risorse e non perdere il treno, non bastano gli interventi tampone: servono fin da ora progetti pronti, cantierabili e una visione a lungo termine; per questo invito l’amministrazione a mettersi subito al lavoro su questo fronte e a dotarsi di strumenti per svincolare la manutenzione del verde dalle morse del bilancio annuale. 

I cittadini non hanno bisogno di propaganda fuori stagione, ma della capacità di trasformare la cura della città in una vera opportunità di sviluppo.

Dott. Marcello Fabrizio Mirisola

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