Il cardinale Zuppi a Niscemi: “Non siete stati dimenticati”. Il video

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Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Zuppi, ha visitato oggi Niscemi, incontrando le famiglie che hanno perso la casa e le istituzioni locali.

La presenza del massimo esponente della Chiesa italiana nella città della frana, che continua a manifestarsi mentre è sfumata molta dell’attenzione madiatica sul dramma di centinaia di famiglie che si sono ritrovate per strada, ha il segno della solidarietà e della concretezza: la Caritas italiana infatti, d’intesa con il Comune e la Protezione Civile, ha finanziato la costrizione di una scuola, che dovrebbe sostituire gli edifici resi inagibili dalla frana. Un investimento che guarda al futuro della comunità niscemese e alla formazione culturale dei giovani cittadini.

La Diocesi di Piazza Armerina (di cui Niscemi fa parte) e la Caritas acquisteranno il terreno necessario e doneranno il progetto esecutivo, per velocizzare quanto più possibile l’apertura del cantiere.

Ad accogliere il cardinale Zuppi a Niscemi il direttore della Caritas nazionale don Marco Pagniello, il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana e quello di Caltagirone Calogero Peri, il sindaco Massimiliano Conti e la prefetta di Caltanissetta Licia Donatella Messina con le autorità militari del territorio.

Se sono scomparsi i titoli dei giornali non sono scomparsi i titoli nel nostro cuore“, ha dichiarato il cardinale Zuppi al termine degli incontri “Le sofferenze di Niscemi non sono dimenticate, la Chiesa vi è vicina, è vicina ai fratelli di Niscemi e alla diocesi di Piazza Armerina”.

Una casa “non è mai soltanto pietra e muratura”, ha spiegato il cardinale incontrando le famiglie sfollate, ma custodisce la vita e la storia di chi vi abita. Per questo, ha aggiunto, la vicenda “riguarda tutta la comunità”.

Zuppi si è soffermato anche sul significato della prossimità, intesa come capacità di farsi carico del dolore, delle difficoltà e anche della disperazione degli altri. Da qui il richiamo alla collaborazione tra le istituzioni: il fatto che esse “si ritrovino insieme” e funzionino, ha osservato, “è importantissimo”, perché “dà sicurezza e dà risposte”. “È la bellezza dello Stato”.

La questione del tempo, ha osservato, ricordando anche i terremotati di Amatrice, dopo dieci anni ancora precari, “non è un elemento secondario”, perché il protrarsi delle attese può spingere le persone ad andarsene e a perdere la speranza nella ricostruzione.

Per Niscemi la sfida è duplice: dare risposte a chi vive oggi l’emergenza e contemporaneamente “guardare lontano”, facendo in modo che “non ci siano altre emergenze”. Una sfida che, secondo Zuppi, può essere affrontata attraverso “l’armonia delle istituzioni” e la ricerca di soluzioni tecniche capaci di garantire sicurezza e futuro. La risposta che verrà costruita, ha aggiunto, “non sarà importante soltanto per la vostra comunità, ma per tutti quanti”.

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