Un sogno di pace

Tonino Cala
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Aveva capito da diverso tempo, e forse in ragione della sua anziana età, che le guerre personali erano stupide e banali. Gli stessi conflitti privati che per lui erano stati vantaggiosi e desiderati in gioventù, non lo erano più convenienti. Anzi, gli davano fastidio. Provava un certo disgusto per i litigi immotivati.

Ricordava lui, che era laico e non religioso, il film sulla vita di san Francesco “Fratello Sole e Sorella Luna” di Franco Zeffirelli, dove l’umile frate di Assisi, dopo avere provato cosa fosse la terribile guerra vissuta, ritornava stomacato a casa sua e si convertiva all’amore per il creato e a coltivare lo spirito della pace.

La sera precedente aveva incontrato un suo vecchio amico, che tale non era più, e che voleva litigare con lui per banali motivi. Il nostro poeta apolide, avendo fatto politica, ricordava che era facile attaccare e distruggere gli altri, difficile era costruire e cercare un fecondo dialogo con il diverso da lui. Infatti, concludeva spesso i suoi dialoghi con Amen, volendo dire che tutto era finito e che non c’era più nulla da fare!

Se l’altro era chiuso e non intendeva ragionare c’era ben poco da fare. Ci si stanca ad ascoltare le offese bambine dell’altro che adulto non è. Il vero potere è la penna che scrive, è il pensiero critico che dissacra e distrugge la megalomania di donne e di uomini, presi e catturati dal loro narciso personale.

Spesso, guardava i litigiosi talk show politici in Tv, più di uno, e cambiava disgustato canale. Erano stancanti, mediocri, indubbiamente stupidi.

E ricordava il bellissimo carteggio sulla guerra tra i due geni della scienza e dell’umanità: Albert Einstein e Sigmund Freud. Ecco perché quella notte aveva sognato due scienziati, una donna e un uomo, una di colore giallo e l’altro di colore blu, che avevano scoperto una energia fisica antinucleare, tale da potere distruggere tutti i missili atomici che esistevano sulla terra.

Bisognava coltivare e proteggere la pace perché la distruzione del pianeta sarebbe stata definitiva. Già che era peggiorato il clima perché era cambiato e potendo causare tanti disastri ambientali, forse per mano dell’uomo. Sicuramente, ero lo stesso uomo che aveva costruito gli ordigni nucleari per potere distruggere definitivamente il mondo.

Alla stupidità umana non c’è mai fine. Lui lo sapeva e si opponeva alla guerra, a tutte le guerre e con autentico spirito di pace. Trovare una ragione sufficiente per le distruzioni di massa non sarebbe stato possibile. Era possibile la cultura e la ragione della pace contro tutte le guerre.

Così era il suo nobile sogno, era la sua virtù apolide, quella di non considerare la distruttiva banalità del male. Quale era l’intelligenza umana, quella di struggere tutto per non lasciare nulla sul pianeta perché era stato abitato dagli uomini?

La pace era molto conveniente, non lo era più la guerra!

da “Racconti apolidi” di Tonino Calà

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