Mussomeli, mostra permanente dedicata al giudice Rosario Livatino. Presentazione agli studenti

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La città di Mussomeli si arricchisce di ventuno opere d’arte sulla vita del beato Rosario Livatino, elevato agli onori degli altari il 9 maggio 2021 e dallo scorso 7 ottobre proclamato patrono dei magistrati.

Già due anni addietro, il 22 novembre 2024, l’amministrazione comunale di Mussomeli, dietro input dello scrittore Roberto Mistretta, che da anni coi suoi libri promuove e divulga la memoria di Rosario Livatino, aveva intitolato una nuova e ampia sala della biblioteca comunale al giudice di Canicattì, ricordandone la memoria con un partecipato convegno, la scopertura di una stele realizzata e donata dal mastro artigiano Ezio Frangiamore, la benedizione da parte di don Liborio Franzù e una mostra fotografica realizzata dagli studenti dell’ITET “Rapisardi-da Vinci” di Caltanissetta.

A distanza di due anni da quell’evento la Sala Livatino si arricchisce di ventuno illustrazioni di grande formato, realizzate dall’artista Stefania Maggiulli Alfieri, che accompagnano le pagine del nuovo lavoro di Mistretta sul giudice di Canicattì, ROSARIO LIVATINO UN ANGELO IN VOLO, pubblicato da Algra Editore lo scorso aprile e presentato in anteprima nazionale al Salone Internazionale del libro di Torino, presso lo stand della Regione Siciliana.

In quell’occasione venne anche dato l’annuncio della nuova collana, SEMI DI LEGALITÀ, una collana di narrativa per ragazzi che darà voce alle tante, troppe storie dimenticate delle vittime innocenti di mafia. Il progetto grafico delle cover e le illustrazioni di tali volumi (già in stampa i primi quattro) sono curati da Stefania Maggiulli Alfieri.

Chi è dunque Stefania Maggiulli Alfieri? Artista di origini pugliesi trapiantata in Sicilia, con un curriculum di caratura internazionale, vanta  anche un cuore generosissimo, e così, dopo avere illustrato il nuovo lavoro sul giudice Livatino, donò le ventuno illustrazioni  all’autore.

Roberto Mistretta, a sua volta, condivise tale dono con l’associazione di Canicattì, “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”, l’associazione che dopo essersi costituita con atto notarile il 4 ottobre 1995, aveva avviato la raccolta di atti e testimonianze che poi, nel 2011, avrebbero portato all’apertura  del processo di beatificazione da parte della Chiesa.

Il direttivo dell’associazione approvò quindi all’unanimità la proposta di fare dono alla città di Mussomeli di tali illustrazioni per realizzare una mostra permanente presso la Sala Livatino. Furono quindi avviati i contatti formali tra il presidente dell’associazione, Giuseppe Palilla e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Catania per formalizzare la donazione e inaugurare la mostra. Era stata indicata come data originaria il 23 aprile 2026, ma concomitanti impegni delle scuole e le nuove elezioni comunali alle porte,  hanno fatto slittare tale evento al 23 ottobre, data in cui presso l’auditorium “Lillo Zucchetto” della Cittadella degli studi, si è tenuto il convegno ROSARIO LIVATINO UN MODELLO PER LE NUOVE GENERAZIONI, organizzato dall’Amministrazione comunale di Mussomeli, in particolare l’assessorato alla PI guidato dall’assessore Maria Bonomo, in collaborazione con gli IIS “Virgilio” e “Giovanbattista Hodierna” e con l’associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”, conclusosi appunto con la donazione delle illustrazioni che dalla prossima settimana si potranno ammirare presso la Sala Livatino grazie al lavoro di allestimento curato da Seby Lo Conte.

A curare l’aspetto logistico presso l’auditorium intitolato al poliziotto di Sutera sono state le insegnanti dell’Hodierna Giovanna Milazzo e Marilena Felce, che hanno allestito il palco con quattro delle ventuno opere donate e hanno predisposto anche lo schermo su cui sono state proiettate delle foto di Rosario Livatino, dei suoi genitori e del suo vissuto. Presenti tutti i ragazzi dei bienni e con loco anche gli insegnanti.

La dirigente dell’Hodierna, la prof. Rita Maria Cumella, e la referente del “Virgilio”, prof. Luisa Noto, hanno dato il benvenuto agli ospiti, quindi il saluto del sindaco Gianluca Nigrelli e subito dopo l’assessore Maria Bonomo, moderatrice dell’incontro ha presentato gli ospiti: il procuratore Ottavio Sferlazza, pm di turno il giorno dell’assassinio di Rosario Livatino che raccolse per primo la testimonianza del supertestimone Piero Ivano Nava e sostenne poi l’accusa contro gli assassini del giudice; il presidente e il vice presidente dell’associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”, Giuseppe Palilla, suo compagno liceale ed Enzo Gallo, giornalista e cugino di Livatino; lo scrittore Roberto Mistretta e l’editore Alfio Grasso, giunto appositamente da Catania per testimoniare come anche l’impegno sul campo di una casa editrice promuove la legalità.

Gli ospiti hanno quindi risposto alle domande della moderatrice e dei ragazzi sulla vita e sull’esempio di vita di Rosario Livatino, che rimane un modello per tutti, ieri come oggi, presentando Rosario Livatino per quello che era, ovvero un giudice rigoroso nell’esercizio delle sue funzioni ma sempre rispettoso degli altri, a cominciare dagli imputati; un compagno di scuola disponibile e aperto alla collaborazione coi compagni meno portati allo studio delle materie classiche; un bambino che amava profondamente i propri genitori; un modello virtuoso di professionista che ha scelto da che parte stare.

La parte della giustizia e della carità.

I ragazzi dell’Hodierna avevano anche una domanda per l’artista, che pur non essendo presente ha trovato il modo di rispondere: “Quali tra le illustrazioni del libro è per lei più significativa? E perché?”

Stefania Maggiulli Alfieri ha risposto: “Non ho una tavola preferita.  Tutte costituiscono un unicum che ha cercato di rispecchiare quella particolare vena poetica con la quale Roberto Mistretta ha saputo modellare una storia rendendola eterna. Ogni tavola è una scheggia di vita, non vuole essere semplicemente descrittiva, e tantomeno didascalica. Ogni disegno racchiude un ciclo. Ma se proprio dovessi scegliere, opterei per la tavola che racchiude l’intero ciclo della vita del giovane magistrato, con i due elementi fondamentali: i genitori. Restano tagliati fuori, visivamente, e quel vuoto non lo colmeranno mai più. E poi sicuramente la copertina.”

Un convegno molto partecipato che ha arricchito i ragazzi e lasciato nuovi semi di educazione alla legalità anche nelle giovanissime generazioni.

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