dal dott. Giuseppe Pastorello, presidente dell’associazione “Noi per la salute – Tina Anselmi” riceviamo e pubblichiamo:
Uno dei più rilevanti problemi che sono emersi in questi ultimi decenni è la progressiva desertificazione socio-economica-sanitaria che si registra nelle aree interne e periferiche. Questo fenomeno si verifica in tutto il territorio nazionale, reso pubblico da diversi studi e articoli, ma non vi è dubbio che nel nostro territorio, da sempre caratterizzato da significativa emigrazione, è particolarmente grave. Esso coinvolge settori importanti della vita sociale quali il mondo del lavoro, l’ambito della formazione universitaria, l’offerta sanitaria assistenziale, gli ambiti che riguardano i servizi sociali.
Possiamo rimanere inermi di fronte a tutto questo ?
Noi pensiamo che è un dovere civico adoperarsi affinché si verifichi una inversione di tendenza che metta
nelle condizioni i cittadini delle aree interne e periferiche di avere le stesse opportunità dei centri metropolitani. Al Nord del nostro paese si è già attuata in diverse regioni una progettualità finalizzata a raggiungere questo obiettivo.
Traendo spunto da un articolo pubblicato dal Prof. Gianmaria Palmieri, Rettore dell’Università del Molise, e
dal Prof. Rossano Pazzagli, Associato di Storia Moderna dell’Università del Molise , riportiamo alcune loro
riflessioni :
“ L’Università è, sia in relazione alle funzioni didattche e di ricerca, che a quella ineludibile cosiddetta di terza missione , un ambito privilegiato per costruire scenari partendo dalle vocazioni territoriali, dalle risorse e
dalla sostenibilità del loro uso. Il che si traduce immediatamente nella necessità di incidere sulla formazione
del capitale umano e del capitale sociale. Formazione, fiducia e innovazione sono gli elementi attraverso i
quali noi possiamo contribuire e rendere più solido il sistema economico nazionale , contrastando gli strutturali divari regionali.
La presenza e il radicamento nei territori, quindi, da un lato consente all’Università di svolgere la sua missione sociale; dall’altro aumenta il tasso di innovatività, dall’altro ancora, argina i fenomeni in corso di inurbazione, di spopolamento e di marginalizzazione di vaste aree del Paese , al sud ma anche al nord.”
Alla luce di queste importanti riflessioni del Rettore Palmieri e del Prof. Pazzagli viene da chiedersi se possa
essere utile ragionare in termini di area vasta del centro Sicilia ( Caltanissetta-Enna-Agrigento) elaborando
strategie e progetti che traggano anche spunto da quanto realizzato nei centri vicini e stipulando accordi
programmatici sinergici.
È evidente che è di fondamentale importanza creare un clima di leale collaborazione e non di competizione
con i centri viciniori affinché si possa creare finalmente realizzare un modello organizzativo frutto di sinergie
che valorizzi tutto il contesto del centro Sicilia.
È altresì evidente che l’Ospedale S. Elia va potenziato attivando anche quei reparti di alta specializzazione
che devono essere presenti in un DEA di II Livello.
In questi ultimi giorni vi è stato un appassionato dibattito circa la istituzione del quarto Policlinico siciliano ,
dibattito che ha registrato diverse prese di posizioni che non hanno contribuito a mettere a fuoco quelle che
sono le vere priorità delle nostre comunità, quali la garanzia del rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza,
di una piena applicazione del DM 70/2025 che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e
quantitativi dell’Assistenza Ospedaliera, di una efficace attuazione del DM 77/2022 che ridefinisce gli standard strutturali, organizzativi e quantita vi dell’Assistenza Sanitaria Territoriale finanziata e legata agli
obiettvi del PNRR.
Bisogna partire da dati di fatto certi .
Il Decreto del 5 Maggio 2005 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha assegnato ad
Enna il ruolo di Quarto Polo Universitario con il riconoscimento dell’Università Pubblica non Statale KORE
( Ministro Letizia Moratti ).
La Legge Regionale n°30 del 3 Novembre 1993 sancisce il ruolo di Quarto Polo Sanitario di Caltanissetta e
individua il Quarto Bacino Sanitario costituito da Enna- Caltanisse a- Agrigento.
Il Decreto Legislativo N°517 del 21 Dicembre 1999 disciplina i rapporti tra Servizio Sanitario Regionale ed
Università.
Questo Decreto prevede la possibilità di creare in un Ospedale DEA di II° Livello come il S.Elia reparti clinicizzati dove coesistono personale universitario e personale del SSN.
In questi casi una quota dei posti letto è riservata all’istituzione universitaria con proprio personale e specializzandi ( questo tipo di organizzazione prevede la istituzione delle specializzazioni).
Si comprende bene che questi giovani medici una volta conclusa la loro esperienza formativa in alta percentuale rimarrebbero nel territorio con notevole beneficio dell’assistenza sanitaria.
Ma aggiungiamo che il realizzarsi di questo progetto comporterebbe notevoli benefici in termini di sviluppo
socio-economico dei territori .
Il DPCM del 24 Maggio 2001. Linee guida concernenti i protocolli di intesa da stipulare tra regioni e università per lo svolgimento delle attività assistenziali delle università nel quadro della programmazione nazionale e regionale.
Queste sono le coordinate intorno alle quali bisogna muoversi per sviluppare ragionamenti credibili che
possano portare a formulare proposte attuabili.
Di fondamentale importanza è, quindi conoscere l’art.2 del Decreto Legislativo N° 517 del 1999 che riguar
da le Aziende Ospedaliere Universitarie. Infatti recita : “la collaborazione fra Servizio Sanitario Nazionale e
Università, si realizza attraverso aziende ospedaliere universitarie “.
Fatte queste considerazioni preliminari riteniamo che poiché università e sanità sono strettamente correlate,
avanziamo una proposta coerente con la necessità di rendere il bacino sanitario Enna-Caltanissetta-Agrigento inquadrato concettualmente come Area Vasta del Centro Sicilia ( comprende circa 820.000 residenti, dati aggiorna al 1/1/2023).
Per meglio comprendere come potrebbe realizzarsi un progetto di area vasta abbiamo preso come punto di
riferimento il Documento di Programmazione Integrata della Regione Toscana (area vasta sud-est) che comprende le provincie di Arezzo, Siena e Grosseto per un bacino di 813.669 abitanti.
L’Azienda Ospedaliera Universitaria “ Santa Maria alle Scotte “ è una struttura di alta specializzazione di
rilievo nazionale con 700 posti letto e 10 Diparmenti ad attività integrata e rappresenta l’Ospedale di riferimento per la Zona Senese ed il presidio di alta specializzazione per tutta l’Area Vasta per le funzioni di Cardiochirurgia, Chirurgia Toracica, Neurochirurgia.
Al fine di rendere efficace l’attuazione di una Area Vasta si rende necessario lo sviluppo di modelli organizzativi integrati tra le ASP (Caltanisse a-Enna-Agrigento) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria sia in ambito medico che chirurgico.
Bisogna implementare e potenziare l’integrazione e la cooperazione di Area Vasta nella costruzione dei percorsi clinico-organizza vi e dei modelli di erogazione dei servizi al fine di migliorare l’offerta sanitaria, in
ambito medico e chirurgico, nell’ottica di una maggiore equità di accesso a standard di cura sempre più elevati, di prossimità e tempestività di risposta al paziente, di continuità della presa in carico, di produttività, di sviluppo continuo delle competenze professionali.
Elenchiamo le principali linee di azione :
Formulare progetti inter-aziendali strategici che possono essere sviluppati attraverso un impegno delle tre
ASP e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata:
Definizione ed avvio di sperimentazioni gestionali che consentano la progettazione e realizzazione di percorsi sempre più “paziente-centrici”, attraverso l’adozione di modelli organizzativi funzionali a garantire la presa in carico dei pazienti da parte delle migliori professionalità, al fine di offrire ai cittadini dell’Area Vasta omogenee opportunità di accesso alle cure ;
Ricognizione delle reti di Area Vasta previste dalla normativa e dalle indicazioni regionali finalizzata ad individuare opportunità di miglioramento e potenziamento delle reti esistenti e ad avviare la costituzione di
quelle ancora da strutturare ;
Previsione di modalità di gestione unitaria delle liste di attesa per l’accesso alle prestazioni .
Un importante obiettivo che si deve perseguire è la valorizzazione del personale in una ottica inter-aziendale che si traduce nell’accrescere e strutturare le occasioni e i momenti di confronto tra professionisti consolidando la collaborazione multi e interdisciplinare e multi e inter professionale, l’arricchimento di conoscenze e competenze, gli approcci di gestione, tutela e valorizzazione del personale, alla base dello sviluppo di percorsi clinici-assistenziali integrati.
Al fine di realizzare gli obiettivi ricerca di valorizzazione del personale, trasversali alle diverse progettualità
di miglioramento, le tre ASP (Enna-Caltanissetta-Agrigento) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata
orientano le loro azioni ad individuare ed adottare strumenti non solo relativi alla dimensione prettamente
formativa, ma anche alle dimensioni di gestione delle risorse umane e di coinvolgimento dei professionisti in attività integrative a quella clinica (come la ricerca) nell’ottica di continuo sviluppo e arricchimento professionale .
In conclusione riteniamo che il bacino sanitario Enna-Caltanissetta-Agrigento in un clima di collaborazione e
non di competizione debba darsi un obiettivo importante per il raggiungimento del quale la nostra associazione sarà in prima fila.
L’obiettivo deve essere la creazione di una Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata articolata nei seguenti diparmenti:
Diparmento materno-infantile
Diparmento diagnostica di laboratorio
Diparmento di chirurgia d’urgenza
Diparmento patologie emergenti
Diparmento di oncologia
Diparmento di medicina interna (malattie cardiovascolari e nefro-urologiche)
Diparmento chirurgie speciali
Diparmento di emergenza e neuroscienze
Ricordiamo altresì che l’Area Vasta deve garantire la presenza delle seguenti Unità Operative :
Centri di riferimento regionale per le mala e rare
Servizio centralizzato diagnos ca per immagini
Dermatologia
Clinica urologica
Medicina orale e odontoiatria per pazien fragili
Cardiologia con Emodinamica
Cardiochirurgia
Clinica ortopedica e traumatologica
Reumatologia
Nefrologia e dialisi
Pediatria con UTIN
Psichiatria otorinolaringoiatria
Pneumologia
Oncologia medica
Ematologia con trapianto midollo
Ostetricia e ginecologia
Neonatologia
Ematologia con trapianto midollo
Oculistica
Neurologia e neurofisiopatologia
Neurochirurgia
Medicina vascolare
Mala e infettive
Geriatria
Medicina interna
Medicina interna con stroke care
Medicina interna e cardioangiologia
Medicina interna e ipertensione
Medicina interna e malattie metaboliche
Medicina interna -nefrologia e ipertensione
Medicina odontostomatologica
Gastroenterologia e epatologia
Endocrinologia
Dermatologia
Chirurgia plastica e ricostruttiva
Chirurgia vascolare
Chirurgia mini invasiva dell’obesità
Chirurgia pediatrica
Chirurgia generale e oncologica
Chirurgia generale d’urgenza
Anestesia e rianimazione
Anatomia patologica
Pronto soccorso.
Chirurgia toracica
In conclusione riteniamo che questo debba essere il percorso da intraprendere nel breve e medio termine
con decisione, valutando le potenzialità che si possono valorizzare e consentendo quindi di invertire il grave
fenomeno della migrazione sanitaria passiva.
In conclusione l’auspicio è che il Legislatore adotti provvedimenti legislativi che siano finalizza a garantire
ai cittadini delle provincie di Agrigento-Enna e Caltanisse a condizioni di pari opportunità rispetto ai centri
metropolitani a tutela del diritto alla salute sancito dalla Cos tuzione.
Per quanto attiene la nostra posizione, riteniamo che per le riflessioni fatte e per le evidenze verificate dove
questa scelta è stata fatta, noi siamo favorevoli alla istituzione di una Area Vasta in sanità che comprenda le provincie di Enna-Caltanissetta e Agrigento.
Giuseppe Pastorello
Presidente A.P.S. “ Noi per la salute “ Tina Anselmi
