Perché i cittadini cercano ordine e disciplina e si identificano oggi con i partiti della destra reazionaria e finto liberale? Perché la sinistra si sente fallita e non riesce a organizzare il suo dissenso antagonista rispetto a una destra arida, evanescente e mortifera?
Come sostiene il filosofo e sociologo Slavoj Žižek, i partiti liberali di destra non sono liberi perché sono sovranisti e nazionalisti e quindi predicano la libertà ma non sono liberi. Io, come tanti altri, sono di sinistra ma sono libero e indipendente perché non ho una casa politica nella quale mi possa ritrovare serenamente, senza fare alcuno sforzo di convincimento ideale e valoriale.
Nel tempo in cui è evaporato il padre e con esso l’autorità paterna che rassicurava e dava un senso alla vita con la sua parola ultima legittimata dalla tradizione, “Cosa resta del padre” e “Patria senza padri” dello psicoanalista Massimo Recalcati, gli esseri umani si ritrovano a essere e a sentirsi dei figli orfani alla ricerca di una qualche struttura autoritaria – legge, ordine e disciplina -, in alcuni e a volte autorevole, che possa sanare l’angoscia della solitudine del cittadino rimasto solo, rassicurandolo e contenendo la sua ansia esistenziale.
Si tratta di un inganno perché il padre è evaporato e non esistono strutture ben definite e di riferimento per i cittadini e per il loro consenso. Si naviga a vista nel mare aperto della politica. Il padre di una volta non può ritornare più perché è andato via. Ci vuole una nuova paternità, una nuova elaborazione della paternità attiva, civica, legale e altruista.
Auspico ancora una società più giusta e solidale ma so che la sinistra europea è in crisi. Per le stesse ragioni che riguardano la destra, il partito-padre a sinistra non c’è più, non c’è più il discorso antagonista che i padri politici sapevano creare e suscitare nel dibattito politico.
Se a destra c’è l’autoritarismo conservatore e reazionario, settario e fanatico, la sinistra è incapace di riformarsi e non vede le proprie difficoltà e le proprie contraddizioni, diluite nella frammentazione dei discorsi che non trovano una sintesi dei fatti da attuare. Anche a sinistra ci vuole la libertà, una vera libertà che deve essere interiore e non ideologizzata, pragmatica e concreta. Con una nuovo padre che sappia parlare al popolo della sinistra.
La nuova paternità può essere il frutto di una faticosa costruzione dal basso, una ricerca quotidiana delle ragioni opportune e convenienti del fare politico, nel pieno rispetto dei principi e dei valori costituzionali. La Costituzione italiana è il vero programma elettorale perché in essa i padri costituenti hanno saputo coniugare la libertà e la giustizia sociale, i pari diritti e le pari opportunità per tutti i cittadini, superando tutte le velleitarie distinzioni ideologiche.
Il liberismo economico ha fallito, causando disastri enormi sul piano politico. La centralità del denaro e del profitto individuale, feticcio del mito di potere, ha distrutto le relazioni sociali, facendo prevalere unicamente la dittatura del mercato economico e finanziario e la enorme solitudine dei soggetti, l’individualismo cinico che non riconosce l’altro diverso da me, con la conseguente scomparsa di un vero soggetto politico collettivo.
Noi non accettiamo il selvaggio capitalismo che mette in opera lo sfruttamento tribale degli uomini da parte di altri uomini, l’antica conflittuale schiavitù dell’“Homo homini lupus” che è un insulto al progresso della Storia, di quella storia che possiamo denominare “la storia siamo noi, padri e figli”, come il verso di una canzone di Francesco De Gregori.
Se esiste una dignità e una civiltà umana è da ascrivere solamente al riconoscimento democratico della libertà dell’altro. Perché privarsi della propria e dell’altrui umanità?
Tonino Calà


