Sono stati presentati oggi i Piani di Sicurezza dell’Acqua, i PSA, modello innovativo promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per rafforzare la tutela della qualità dell’acqua potabile destinata al consumo umano. Lo scopo è quello di rafforzare la sicurezza della risorsa idrica, qualitativamente e quantitativamente, attraverso un approccio basato sulla prevenzione, sulla valutazione del rischio e sulla necessaria collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, mondo scientifico e sanitario, enti di controllo e delle amministrazioni locali e il team multidisciplinare, impegnato nel percorso di implementazione dei PSA nella provincia di Caltanissetta.
Presenti all’evento, che è stato l’occasione per fare il punto sul percorso già avviato da Caltaqua, il gestore del servizio idrico nella provincia di Caltanissetta, e per condividere i prossimi passi di un modello gestionale sempre più orientato alla prevenzione e alla qualità del servizio, il Direttore UOC acque interne, suolo e biodiversità di ARPA Sicilia, Giovanni Vacante e il Direttore UOC del laboratorio sanità pubblica dell’ASP di Caltanissetta, Calogero Buttiglieri, l’assessore alla Protezione civile e tutela ambientale del Comune di Caltanissetta, Salvatore Licata, e da remoto il Direttore del centro nazionale per la sicurezza delle acque dell’Istituto Superiore di Sanità, Luca Lucentini, oltre ad alcuni sindaci del territorio provinciale.
Ad approfondire il quadro normativo, le misure operative dei Piani di Sicurezza dell’Acqua il Team Leader PSA di Caltaqua, Vincenzo Infantino, il Direttore tecnico Massimo Chiarelli, e la responsabile laboratorio acque potabili, Ilaria Milazzo.
Sono emersi i tre ambiti di intervento, quello infrastrutturale, il monitoraggio operativo continuo e le misure gestionali, in un continuum tra misure di controllo, revisione e miglioramento, valutazione del rischio e intervento operativo; ma anche il ruolo del Laboratorio nei PSA, che prevede anche la gestione del rischio, il supporto nelle priorità ed emergenze e, dunque, la prevenzione.
Importanti i passaggi su monitoraggio e controllo ambientale, il contributo della sanità pubblica e le metodologie per individuare, valutare e gestire i potenziali rischi lungo l’intera filiera idropotabile e i sistemi idrici.
Particolare interesse ha suscitato il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità sul ruolo dei PSA nella protezione della salute pubblica e sull’importanza di una governance condivisa tra gestore, enti e istituzioni.
Gli interventi hanno evidenziato il ruolo fondamentale dell’acqua come bene essenziale per il consumo umano, ma anche come fattore strategico per lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Interessanti alcuni numeri emersi: 1.300 km la rete idrica in provincia; 170 punti di prelievo; circa 65% dell’acqua acquistata da Siciliacque.
Il percorso potrebbe, tra l’altro, scongiurare nel prossimo futuro il ripetersi di emergenze idriche e il miglioramento degli standard di controllo e sicurezza. Nel corso dell’evento l’Amministratore delegato di Caltaqua, Andrea Gallè, confermando l’impegno verso un modello di gestione sempre più orientato alla prevenzione, alla conoscenza delle infrastrutture e al miglioramento continuo del servizio, ha infine presentato il cronoprogramma: gli step già avviati a Caltanissetta e l’implementazione nei Comuni della Provincia. Dopo il capoluogo, nei primi mesi del 2027, sarà la volta di Gela, seguita da Niscemi e nel corso dell’anno gli altri Comuni sino ad aprile 2028, in anticipo rispetto alla scadenza ufficiale, fissata per gennaio 2029. “I Piani di Sicurezza dell’Acqua – ha osservato Gallè – rappresentano un’evoluzione culturale oltre che tecnica: costruire sicurezza significa lavorare in anticipo rispetto alle criticità, mettendo in rete competenze, dati e responsabilità per garantire qualità e affidabilità del servizio ai cittadini”.
Particolarmente coinvolgente è stato il test di degustazione dell’acqua che ha anticipato i lavori del convegno, tenutosi all’Hotel San Michele di Caltanissetta e moderato dal giornalista Aldo Mantineo, dal quale è emersa una maggiore percentuale di gradimento dell’acqua erogata da Caltaqua (40%) rispetto a quella filtrata (23%) e imbottigliata (37%).


