dalla Presidenza di Casa Rosetta riceviamo e pubblichiamo:
“Al sindaco e ai ventiquattro consiglieri comunali non dev’essere apparso meritevole di risposta, di attenzione, di iniziativa politica, e né rilevante per la città il disagio dei 240 lavoratori di Casa Rosetta che venerdì scorso hanno partecipato allo sciopero nazionale per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel 2015”: così una nota diffusa ieri dall’Associazione, che aggiunge: “Il presidente De Cristoforo a nome di Casa Rosetta alcuni giorni prima dello sciopero aveva scritto al sindaco Tesauro e a ciascuno dei consiglieri comunali chiedendo di promuovere una iniziativa di sostegno politico ai lavoratori di una delle più grandi entità occupazionali della città, che eroga servizi sociosanitari essenziali per la qualità della vita di migliaia di cittadini e loro familiari in condizioni di vario e grave disagio, servizi che il sistema pubblico non può assicurare.
A sindaco e consiglieri comunali Casa Rosetta ha chiesto di promuovere anche un’azione di pressione politica nei confronti della Regione, perché il rinnovo del Ccnl è bloccato dall’indisponibilità delle Regioni a coprire il maggior costo del lavoro mediante un aumento delle rette in vigore dal 2014 per le tossicodipendenze e dal 2015 per la riabilitazione.
Il presidente di Casa Rosetta – aggiunge la comunicazione diffusa ieri – ha adesso comunicato ai dipendenti che “né il sindaco Tesauro né alcuno dei consiglieri comunali hanno risposto all’appello di Casa Rosetta, e non risulta che l’argomento sia stato posto nell’agenda della giunta comunale o del consiglio comunale. Avevamo richiamato rispetto doveroso verso 240 lavoratori e verso i cittadini utenti ma evidentemente non è condiviso, e la questione non è apparsa rilevante per i cittadini e per l’economia di questa città. Questi – conclude la comunicazione del presidente di Casa Rosetta ai dipendenti – i fatti che, per un aggiornamento dovuto dopo avervi inviato la lettera più sopra citata, affido alle vostre riflessioni e valutazioni conseguenti”.

