Dialogo tra due pazzi! Cose da pazzi! Per un solo voto non dato!

Tonino Cala
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O con me o contro di me, non c’è alternativa! Anzi, l’alternativa c’è: ignorare tutti!

Un pazzo incontra un altro pazzo e gli dice: “Hai visto amico mio che qui in paese due fratelli hanno litigato e non parlano più da anni, hanno rotto il loro lungo rapporto che durava dalla nascita? Hanno dato un taglio netto alla loro relazione fraterna!”.

L’altro pazzo, con vivo stupore: “É possibile? Ho sentito dire anche che hanno litigato un fratello e una sorella! Ma è mai possibile, questo è il paese delle confraternite! E sono litigati fratelli e sorelle, non capisco. Per quale buon motivo?”

Il primo pazzo: “Per la successione, per l’eredità di una proprietà, di una terra, che è stata lasciata loro dai genitori!”.

L’altro ancora: “Ho sentito dire che hanno litigato e si sono lasciati un marito e una moglie. Si pensava ad un fatto di corna, di tradimento l’uno dell’altro. In paese è accaduto tante volte. Invece, hanno litigato per una casa di loro proprietà. Non si mettevano d’accordo …”.

Il primo pazzo: “Ho sentito dire che alcuni genitori hanno litigato con i loro figli e li hanno buttati fuori di casa. Sempre per banali motivi. Non c’era comprensione, non c’era dialogo. E si sono separati!”.

L’altro: “Ho sentito dire che una giovane coppia ha abbandonato i propri anziani genitori e che li hanno portati in una casa di cura, un ospizio per i vecchi. E li hanno lasciati lì, senza andargli a fare mai visita!”.

Il primo pazzo: “Ho sentito dire che un amico ha litigato con un altro amico per un voto da dare al candidato sindaco del nostro paese. Dopo una lunga amicizia durata decenni, i due amici non si parlano più, non si frequentano più. Cose da pazzi! Per un solo voto non dato!”.

L’altro: “Ma che sono pazzi? Qui in questo nostro paese amato dalla madre di Gesù, l’adorata Madonna della Conciliazione, litigano tutti e per motivi banali? Non mi sembra vero. Siamo una piccola comunità e dovremmo stare tutti bene! Ci può stare qualche piccolo problema ma nulla di grave, cose facilmente risolvibili. Ma sono diventati tutti permalosi? Cosa li angustia? Con tutte le feste e i festini che si fanno dovrebbero essere tutti rilassati, quieti, in pace con sé stessi e con il resto del mondo!”.

Il primo pazzo: “Purtroppo, non è come dici tu. Nelle piccole comunità accadono cose drammatiche e, a volte, anche tragiche, come le tragedie greche rappresentate a Siracusa. I siciliani sono vocati alla tragedia di Eschilo, Euripide e Sofocle! Queste cose noi non le capiamo amico mio perché siamo pazzi e non litighiamo.

Le persone “normali” litigano, i pazzi non litigano. Siamo matti di pace, gente che sa amare e che si affeziona. Noi matti siamo i “deboli”, i normodotati sono forti e litigano spesso. A noi folli non è concessa la ragione della lite, dello scontro per motivi banali!

A noi basta il canto degli uccellini e come gli uccellini desideriamo poter cantare una bella canzone: “Ti regalerò una rosa”. Un semplice dono d’amore! I normali sono legati alle cose materiali, al loro ego tronfio che cerca notorietà e successo, ai soldi e all’arricchimento personale per sentirsi qualcuno, come quei due che gareggiavano per l’auto più potente e performante mentre schiacciavano con i loro piedi la merda che era lì per strada e se ne sentiva il cattivo odore.”

L’altro: “Hai ragione. Per essere sani di mente bisogna lottare e litigare con il prossimo per farsi spazio nella vita, per fare carriera, per diventare famosi e ricchi di soldi e di successi bramati intensamente. Ma noi siamo folli e ci vogliamo bene. Sarà per questo che non capiamo i normali e loro non capiscono noi. Gli altri non ci capiscono e non ci potranno mai capire. La pazzia è saggezza, teniamoci la nostra pazzia”.

da “Racconti apolidi” di Tonino Calà

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