Enzo Bianchi ha raggiunto la casa del Padre: testimone di un cristianesimo esigente, radicale e credibile

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Non dimenticheremo lo sguardo luminoso e profondissimo di Enzo Bianchi nella sua visita a Caltanissetta, nel 2012 su invito del nostro Vescovo Mario, le sue parole durante la celebrazione in cattedrale, gli incontri e le interviste sui media della nostra piccola realtà.

Sapeva aprire gli orizzonti del cielo commentando la Sacra Scrittura di cui era raffinato studioso ed esegeta, con parole semplici, disarmanti, capaci di offrire l’essenziale su cui riflettere, a partire dall’esperienza della nostra vita quotidiana, interrogandosi e interrogando.

Enzo Bianchi è morto oggi a Torino, a 83 anni. Nel 1965 aveva fondato la Comunità di Bose, nel Biellese, di cui era stato priore dal 1968 al 2017, una comunità monastica ecumenica con cristiani delle diverse confessioni e mista, con religiose e religiosi, esperienza unica e serenamente rivoluzionaria, che nel tempo sarebbe diventata un punto di riferimento internazionale per il dialogo tra le Chiese cristiane, sulla base della riscoperta e della meditazione sulla Scrittura.

Lo spirito del Concilio e l’attenzione ai segni dei tempi sono state le coordinate della sua testimonianza e del suo magistero, con una ricca produzione di saggi e di scritti che hanno formato generazioni di credenti ad un cristianesimo problematico, santamente inquietante, segnato dalla ricerca instancabile, mai conformista, mai subalterno ai poteri.

Allontanato dalla comunità di Bose, segnata da tensioni interne e divisioni, aveva dato vita negli ultimi tre anni alla fraternità della Madia, vicino Ivrea, dove continuava la sua attività di accoglienza, di studio, di scrittura.

Nel suo ultimo messaggio pubblico, il 7 agosto, aveva meditato sulla Trasfigurazione: “La promessa é la trasfigurazione delle nostre povere vite e dei nostri corpi di miseria in corpi di gloria“.

La costruzione della speranza come motore della fede, per tutti, ha segnato la sua vita per la Chiesa, una Chiesa di popolo, lontana dalle gerarchie, libera dalle burocrazie, che ha respirato aria di cielo

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