Gambino: “Qualcuno punta a declassare l’Ospedale S. Elia. Cosa sta succedendo?”

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Roberto Gambino ha lanciato un allarme particolarmente preoccupato sullo stato di gestione dell’Ospedale S. Elia, DEA di II livello, premessa indispensabile per il Policlinico universitario a Caltanissetta di cui si sta animatamente discutendo in queste settimane.

Si ha notizia di una nota ufficiale del primario del servizio di Anestesia e Rianimazione dott. Giancarlo Foresta, che comunica gravi carenze di organico e conseguentemente l’impossibilità di garantire i turni di sala operatoria e la sospensione delle operazioni programmate. Si potranno garantire soltanto le urgenze. Alla base della decisione senza precedenti, un organico di soli 23 anestesisti sui 34 previsti dalla pianta organica, di cui cinque vengono distaccati un giorno alla settimana presso l’ospedale di Niscemi. A questa situazione si aggiungono altri fattori, gravidanze, aspettative o recuperi ore estive tra gli specialisti in servizio, e di conseguenza “per il mese di novembre si potranno garantire esclusivamente, oltre alla guardia di rianimazione quelle delle urgenze emergenze, ma non sarà possibile l’assegnazione di attività chirurgiche in elezione“.

Il S. Elia in queste condizioni rischia seriamente di diventare un “ospedale da campo”, in cui i primari dei vari reparti manifestano grave disagio per il blocco sostanziale dei programmi di intervento, e potrebbero decidere di trasferirsi in altre strutture sanitarie in cui la loro professionalità non venga mortificata.

Roberto Gambino ha diramato una nota video in cui ipotizza chiaramente che dietro questa situazione di emergenza possa esserci una regia occulta, che punta al declassamento del S. Elia e spianerebbe così la strada all’individuazione di un ospedale DEA di II livello in un altro nosocomio. Contemporaneamente, i corposi finanziamenti regionali all’ospedale Umberto I di Enna, indicherebbero in questo senso una precisa volontà politica da parte del centro-destra regionale, che ha votato compatto l’emendamento con cui si assegnava all’ASP di Enna un milione di euro per la progettazione del Policlinico universitario.

“Bisogna smettere di discutere e difendere il S. Elia come DEA di II livello, che ha un bacino di utenza che va da 600.000 a quasi un milione di abitanti. La situazione diventa gravissima ed è scandalosa, perché se non si riesce a gestire le sale operatorie in maniera corretta, se il triage avanzato al pronto soccorso non può essere garantito, la “direzione generale e la direzione sanitaria devono dire chiaramente se per caso non hanno l’obiettivo di declassare il S. Elia. perchè sicuramente questo obiettivo qualcuno se lo è messo in testa”

“Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata!” ha concluso così la sua dichiarazione Roberto Gambino, richiamando la citazione dello storico romano Tito Livio utilizzata dal cardinale Pappalardo nella sua omelia al funerale del prefetto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia.

Caltanissetta come Sagunto, assediata e conquistata da Annibale nella seconda guerra punica, periferia di uno Stato lontano che non riusciva più a difendere il territorio? Annibale è facile individuarlo, finora non si vede all’orizzonte nessun Scipione l’Africano

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