Il Partito democratico in Sicilia ha di nuovo una guida: Giuseppe Provenzano, deputato alla Camera e membro della segreteria nazionale. La decisione, è stata presa questo pomeriggio in una riunione in streaming dei dirigenti nazionali e siciliani del Partito democratico, conclusasi intorno alle 19. La segreteria nazionale del Pd ha affidato al deputato nazionale Giuseppe Provenzano l’incarico di «costruire una proposta per la guida del partito in Sicilia» dopo le dimissioni del segretario regionale Anthony Barbagallo, anche lui deputato a Montecitorio, arrivate al culmine dei dissidi interni nei giorni scorsi. A Provenzano è stato affidato un incarico prettamente politico: non è un commissario, ruolo che avrebbe comportato la decisione dell’assemblea nazionale, ma un punto di riferimento che avrà due mandati. Il primo, quello di dare una forma a questo nuovo “direttorio” del Pd siciliano, con figure che verranno individuate – si apprende dall’assemblea – con l’accordo di tutte le componenti del Pd siciliano. Il secondo, più importante, è rilanciare la proposta politica di un partito nel quale le dinamiche interne non devono travalicare quelle della visione di azione nei territori. Una sfida non semplice affidata all’unico componente siciliano della segreteria nazionale. L’esito del primo mandato è atteso in pochi giorni. Provenzano, responsabile Esteri del partito ed ex ministro per il Sud, gestirà questa fase in stretto contatto con le segreterie provinciali e con i parlamentari siciliani in Europa e con quelli nazionali e regionali.
Pd, così Barbagallo uscito dalla porta pronto a rientrare dalla “finestra” del direttorio
L’assetto possibile che era trapelato nei giorni scorsi era quello di affidare il Pd siciliano a un direttorio, a cinque membri, poi ridotti a tre. A comporlo, secondo le indiscrezioni, avrebbero dovuto essere oltre allo stesso Provenzano, il segretario uscente Barbagallo e un terzo componente, ovvero Teresa Piccione, segretaria del partito a Palermo, o il capogruppo all’Ars Michele Catanzaro. Durante la riunione non è stato però fatto riferimento all’ipotesi di direttorio circolate nei giorni scorsi, ma la struttura dovrebbe somigliarci. Unico dato certo: saranno rappresentate tutte le “anime” del partito.
Alla riunione non ha partecipato la segretaria nazionale Elly Schlein, ma in sua vece è intervenuto aprendo la riunione il responsabile organizzativo Igor Taruffi, che ha aperto la riunione annunciando il ritiro dei ricorsi sull’ultima elezione di Barbagallo. Il nodo sembra ancora però da sciogliere: alla luce della decisione della segreteria nazionale la componente dell’area “riformista” che fa capo al senatore Alessandro Alfieri avrebbe confermato il ritiro delle firme dai ricorsi alla commissione nazionale di garanzia contro l’iter congressuale che portò all’elezione di Barbagallo. Nessun ritiro, invece, da parte dell’area che fa riferimento a Matteo Orfini, che si riunirà domani a Palermo.
Taruffi che ha poi ringraziato Barbagallo – non intervenuto nel dibattito – per il suo gesto definito «generoso», ha invitato i dirigenti siciliani del Pd alla responsabilità e all’unità del partito in vista dei prossimi importanti appuntamenti elettorali.
Nessuno dei protagonisti del Pd ha rilasciato dichiarazioni, ma a commentare la nomina di Provenzano è Gandolfo Lo Verde, coordinatore regionale di Controcorrente, che definisce però Provenzano «commissario regionale». Per Lo Verde si tratta comunque del «primo passo verso un Pd unito e forte. Non possiamo che fare i migliori auguri al nuovo commissario siciliano. Oggi più che mai serve unito per poter battere il centrodestra alle prossime elezioni».
di Leandro Perrotta lasicilia.it 2 novembre 2026


