Con disappunto abbiamo appreso in questi giorni della notizia relativa all’approvazione all’ARS dell’emendamento alla finanziaria che destinazione un milione (forse anche tre), di euro alla provincia di Enna, e non a quella di Caltanissetta, per la realizzazione del quarto polo sanitario.
Evidentemente nella provincia a noi limitrofa sono più bravi, avendo già da tempo capito, soprattutto la loro classe politica ha capito, che attorno agli interessi legittimi e fondamentali del territorio necessita fare quadrato, mettendo da parte le diverse provenienza partitiche, poiché il territorio è di tutti e non solo di alcuni o di alcune parti politiche.
Ma forse ad Enna sono solo stati bravi e noi non lo siamo assolutamente e loro appaiono giganti solo per la nostra politica nana.
Con piacere leggiamo del sussulto di orgoglio col quale all’interno delle forze politiche che guidano la città capoluogo si leva, da parte di taluni, un chiaro grido di rammarico, nonché la volontà di contrastare quella che oggi appare un’inevitabile e ulteriore occasione persa. Un ulteriore errore che contribuirà al complessivo impoverimento della nostra provincia.
Stupisce ascoltare l’assordante silenzio del sindaco di Caltanissetta, nonché Presidente della provincia, (su La Sicilia di sabato 31 ottobre si legge, che “contattato al telefono non avrebbe risposto e quindi non ha firmato il documento, ammesso che ne condivideva il contenuto”), su una tematica così importante.
Rammarica poi dover leggere di come per taluni ci si trovi di fronte ad aspetti irrilevanti, dei quali “il pretore non si occupa”, non alleviando il nostro dolore, che da tale posizione discende, l’essersi impegnato “per il potenziamento dei servizi sanitari nisseni, fin dal 1993 con l’on. Bennardo Alaimo”.
Silenzi e dichiarazioni che sembrano certificare solennemente il disastro. Un disastro innanzitutto politico. Un’ulteriore occasione sprecata, che rende evidente la necessità di cambiare rotta, riportandoci a discutere anche da diverse posizioni, perché se il futuro della nostra terra e dei cittadini che la abitano, torna ad essere con forza l’obiettivo comune, vi è sempre la possibilità di trovare validi punti di sintesi, che permetta di fare sistema tra istituzioni, realtà sociali, forze politiche. E ciò pur se partendo da posizioni diverse.
Tornare a progettare per costruire un futuro diverso rispetto a quello che oggi appare consegnarci a un ineluttabile declino, alla “desertificazione umana” della provincia, è vitale e ormai improcrastinabile. Lo dobbiamo a noi e alle future generazioni.
Coordinamento Provinciale
PIU UNO – Uguali per Costituzione
Claudio Vassallo

