Il calcolo delle soggettive convenienze pragmatiche

Tonino Cala
Tonino Cala 28 Views
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La vita potrebbe essere una pagliacciata ma non è il caso di essere e di fare come i pagliacci. Nella vita accadono fatti ed eventi improvvisi che non si possono preordinare né governare. Anche la Fisica quantistica è governata dall’indeterminismo filosofico ed epistemologico.

Di volta in volta, le scelte e le decisioni si prendono per un mero calcolo delle soggettive convenienze pragmatiche. Nessuno uomo sano di mente può andare contro sé stesso! Se l’uomo è sano agisce in conformità del suo desiderio (Jacques Lacan).

Questo non significa che non esistono i compromessi o che non si possano fare scelte e decisioni diverse da quelle già prese. Ma dopo avere esperito e valutato tutte le condizioni e le possibilità del caso, si agisce in conformità del proprio avveduto, giusto e meditato interesse personale.

I greci erano persone serie. Nell’antica Grecia non si ragionava “all’incirca” o facciamo finta che non è accaduto nulla! Ci sono cose gravi nella vita che vanno prese in seria considerazione per dopo andare avanti, comunque.

L’offesa è delle menti deboli. I bulli mi fanno pena e pietà. Le frustrazioni personali non giustificano i comportamenti errati. Mi è capitato più volte di osservare un gruppo di pseudo maschi che se la prendevano con uno solo, deridendolo. Gente molto coraggiosa! Possono andare in guerra per morire subito, alle prime pallottole sparate dal nemico.

Da tempo, penso che l’offesa nei confronti dell’altro non sia un valido argomento. Chi offende si crede superiore e pensa di avere “assolutamente ragione”. Errore molto grave che non va fatto. Offendere è facile, lo può fare chiunque, anche il borghese altolocato che dimostra di essere basso locato.

L’altro giorno ho incontrato al bar operai e impiegati che offendevano e prendevano in giro una persona. Ignorarli è la stata la cosa più semplice. Spesso c’è la brutta abitudine di volere prendere in giro il prossimo.

Per me, tale comportamento nasconde una evidente fragilità psicologica del soggetto pseudo gaudente. Ad un tizio baldanzoso ho detto ironicamente: “ti sei guardato allo specchio? Ti sei visto?”. Molte persone sono immature e non sanno di esserlo.

Pochi si salvano, frustrati come sono! C’è tanta fragilità in giro e io non partecipo alle fragilità altrui. Chi è sicuro dei propri argomenti non offende nessuno e non sente il bisogno di offendere alcuno. Nella società di oggi c’è una diffusa violenza che bisogna rigettare e rifiutare senza se e senza ma.

I violenti sono persone incolte emotivamente e affettivamente, incapaci di gestire le loro emotive reazioni eccessive. Ci sono diverse tecniche per fronteggiare o eludere i violenti. A me convince molto la tecnica dell’evitamento, per la quale si sfugge all’incontro scontro con il violento. Chiaramente, l’insicurezza è alla base del comportamento violento.

Nella mia vita ho conosciuto religiosi di profonda cultura e umanità. Ma io la penso come il maestro Andrea Camilleri: per noi la religione è una scelta individuale che non corrisponde alla complessità della realtà sociale e storica. Sui social vediamo spesso la narrazione favolistica di una società dell’amore, dell’amicizia, della famiglia, della pace e della felicità.

Non è così, la realtà è ben diversa da quella che si racconta. Non sarà bello, sarà anche un discorso che può sembrare pessimistico ma è reale! L’illuminismo e il marxismo ci hanno insegnato ad avere un approccio pragmatico alla realtà. Poi, si distingue la fede personale dalle religioni: sono due cose diverse.

Tonino Calà

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