ISPEDD e Movimento Consumatori: l’ASP nega ancora l’accesso agli atti sui servizi per l’autismo

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da ISPEDD riceviamo e pubblichiamo:

A distanza di oltre trenta giorni dalla richiesta di accesso civico generalizzato, presentata lo scorso 18 giugno 2026 ai sensi del dlgs n.33/2013, l’associazione Ispedd di Caltanissetta e il Movimento consumatori denunciano il grave silenzio dell’Asp di Caltanissetta che in merito non ha fornito alcun riscontro, in violazione dei termini previsti dalla normativa sulla trasparenza amministrativa.

La richiesta era finalizzata ad acquisire la documentazione, di evidente interesse pubblico, riguardante: le modalità di utilizzo dell’ormai 0,5% del bilancio dell’Asp destinato ai servizi per l’autismo; l’impiego dei Fondi nazionali autismo relativi alle annualità 2021 e 2022; gli atti e la documentazione relativi alle ripetute proroghe della convenzione con la cooperativa Eubios per la gestione del Centro diurno dedicato all’autismo.

Su quest’ultimo aspetto si evidenzia come il servizio risulti affidato attraverso una successione di proroghe fin dal 2019, senza che sia stato pubblicato alcun bando ad evidenza pubblica. Una situazione che merita la massima trasparenza, anche alla luce delle numerose criticità segnalate negli anni.

Particolarmente preoccupante è il fatto che il Centro abbia registrato un considerevole numero di dimissioni da parte degli utenti, motivate dalla mancata rispondenza del servizio ai bisogni delle persone con autismo e delle loro famiglie. Circostanze che hanno determinato l’effettuazione di almeno due controlli ispettivi sulla struttura, con conseguenti relazioni cliniche oltre che amministrative, di cui si vorrebbe avere contezza.

Il mancato riscontro alla richiesta di accesso civico generalizzato impedisce alle famiglie di esercitare il diritto di conoscere come vengono impiegate le risorse pubbliche destinate all’autismo.

“Non chiediamo alcun favore – dichiarano Ispedd e Movimento consumatori – ma il rispetto della legge e dei principi di trasparenza che devono caratterizzare ogni amministrazione pubblica. Le famiglie hanno il diritto di sapere, non foss’altro che per garantire l’interesse dei loro figli e figlie con disabilità”.

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