Parco “Rosario Assunto”: un patrimonio prezioso di orchidee autoctone a rischio

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Abbiamo incontrato Rocco Ballacchino, ideatore e curatore del Giardino della Biodiversità, che ha elaborato un progetto molto interessante e innovativo per il Parco Urbano “Rosario Assunto” che presenterà all’Amministrazione comunale (a titolo completamente gratuito) e gli abbiamo chiesto di approfondire la sua visione sulle caratteristiche di questo nuovo spazio urbano di rinaturalizzazione.

L’area Balate non si doveva chiamare Parco Rosario Assunto, ma Riserva Naturale Biogenetica e spiego perchè. Caltanissetta ha da poco festeggiato la riapertura di quella che per anni è stata l’area verde di contrada Balate, oggi ufficialmente battezzata Parco Urbano Rosario Assunto. Un’operazione da 2,5 milioni di fondi PNRR che ha portato piste ciclopedonali, orti urbani, illuminazione e chioschi per il ristoro. Eppure, se guardiamo questo polmone verde con gli occhi della scienza e della tutela ambientale, l’intera operazione mostra un profondo cortocircuito concettuale. Trasformare un ecosistema fragile e unico in un “parco urbano” da calpestio e fitness è stato un errore di prospettiva. Quell’area non si doveva configurare come un parco cittadino, ma doveva essere istituita e protetta come Riserva Naturale Biogenetica”.

Cosa si deve intendere allora per “Parco Urbano”?

Istituire un “parco” significa piegare la natura alla fruizione antropica: calcestruzzo per le bici, aree pic-nic, sfalci periodici del manto erboso e una costante pressione umana. Al contrario, la Riserva Biogenetica – secondo la Legge Quadro sulle Aree Protette 394/1991 – ha come unico e tassativo obiettivo la conservazione del patrimonio genetico delle specie autoctone. Ecco quali immensi vantaggi ecologici avrebbe avuto l’area Balate se fosse stata protetta sotto questa veste giuridica, salvando un tesoro biologico che oggi rischia di scomparire sotto le suole dei passanti”.

Perchè considera la fruizione del Parco un danno biologico a quel territorio?

Lo scrigno violato: la straordinaria flora delle Balate e le orchidee spontanee: il motivo principale che avrebbe dovuto spingere le istituzioni verso la massima tutela è botanico. L’area delle Balate non è un semplice “terreno incolto” da riempire di infrastrutture sportive, ma è un biotopo prezioso che ospita una straordinaria varietà di orchidee spontanee della Sicilia. In quest’area, la natura ha espresso uno dei suoi massimi capolavori evolutivi. Si possono incontrare i generi Ophrys, Anacamptis e Orchis, piccoli gioielli terricoli che non hanno nulla a che vedere con le piante tropicali da appartamento. Le orchidee selvatiche sono protette da rigide leggi internazionali (come la Convenzione CITES) proprio perché estremamente vulnerabili. Vivono in una complessa simbiosi sotterranea con specifici funghi (micorrize) ed utilizzano complessi meccanismi di “inganno sessuale” visivo e olfattivo per attirare gli insetti impollinatori.

Se l’area fosse stata dichiarata Riserva Biogenetica, il focus primario sarebbe stato lo studio, la mappatura e la conservazione di questi specifici ceppi genetici, garantendo la sopravvivenza di fiori che non possono essere trapiantati altrove e che, una volta distrutti, spariscono per sempre”.

Quali sarebbero stati i vantaggi dell’istituzione di una Riserva Biogenetica?

“Scegliere la classificazione di Riserva Naturale avrebbe garantito tre enormi scudi di protezione all’ambiente nisseno: Il blocco degli sfalci primaverili: Le orchidee spontanee fioriscono e completano il loro ciclo riproduttivo tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate. La manutenzione di un parco urbano standard prevede lo sfalcio periodico dell’erba per renderlo fruibile ai cittadini; un’azione che recide i fiori prima che abbiano prodotto i semi, condannando le popolazioni all’estinzione. In una riserva, il taglio dell’erba sarebbe stato vietato o rigidamente subordinato ai cicli biologici delle piante.Nessuna alterazione del suolo e calpestio: La posa di piste, il passaggio di mountain bike e il continuo calpestamento compattano il terreno, alterando l’idrologia sotterranea e distruggendo i micro-habitat essenziali per i bulbi delle orchidee e per la flora della gariga siciliana”.

Come sarebbe stata realizzabile la Riserva Biogenetica rispetto ai finanziamenti necessari?

“Invece di spendere milioni per infrastrutture ricreative, una Riserva Biogenetica avrebbe attratto fondi europei e universitari destinati alla conservazione della biodiversità, trasformando Caltanissetta in un polo scientifico di riferimento per i botanici di tutta Europa. Un paradosso culturale nel nome di Rosario Assunto”.

Il nome di Rosario Assunto è proprio legato all’estetica del paesaggio

L’ironia più amara sta proprio nell’intitolazione dell’area. Il filosofo nisseno Rosario Assunto, uno dei più grandi teorici mondiali dell’estetica del paesaggio, ha speso la sua vita intellettuale a contestare la società contemporanea, colpevole di ridurre “il paesaggio della memoria e della fantasia a puro e semplice spazio della geometria”.Assunto difendeva la natura nella sua espressione spontanea, contemplativa e non strumentale. Architettare un parco urbano geometrico, antropizzato, votato allo svago di massa e al “consumo” dello spazio verde, è l’antitesi esatta del suo pensiero.

Il vero modo di onorare Rosario Assunto sarebbe stato quello di fermarsi un passo indietro, lasciando che la natura delle Balate esprimesse se stessa in totale libertà e protezione. L’area delle Balate non aveva bisogno di essere “addomesticata” per diventare l’ennesima villetta comunale con la pista ciclabile. Aveva bisogno di rispetto, silenzio e protezione scientifica. Solo una Riserva Naturale Biogenetica avrebbe potuto preservare intatto quel fragile tesoro di orchidee spontanee che oggi, purtroppo, si ritrova a dover sopravvivere all’ombra del progresso cittadino”.

Sarebbe ancora possibile rimediare?

Prevedere all’interno dell’attuale Parco aree e percorsi autentici di rinaturalizzazione, modellati sull’insediamento della flora autoctona, potrebbe forse preservare almeno in parte il prezioso patrimonio botanico delle orchidee siciliane spontanee, senza comprimere artificialmente le espressioni della natura, favorendo anzi un rapporto degli umani con l’ambiente meno strumentale e dominante.

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