da Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:
A Contessa Entellina (Palermo) Sindaco e Curia vescovile intendono abbattere due rigogliosi e monumentali cipressi adiacenti alla Chiesa Madre SS. Annunziata e San Nicolò. La Chiesa è sede di una parrocchia di rito greco-bizantino appartenente alla Chiesa cattolica italo-albanese. Una prima cappella fu edificata dalla comunità albanese arrivata nel XV secolo e poi ricostruita nei primi anni del XVI secolo. La Chiesa Madre SS. Annunziata e San Nicolò prospetta su piazza Matrice. I due cipressi, splendidi esemplari di Cupressus sempervirens, svettano accanto al campanile della Chiesa da parecchi lustri, definendo in modo peculiare il contesto monumentale e simbolico di Piazza Matrice a Contessa Entellina.
Secondo la giurisprudenza e la normativa di settore, la monumentalità di un albero deriva dalle sue caratteristiche oggettive (età, dimensioni, valore storico, valore ecologico) e dal suo rapporto con il territorio, e non solo dal momento in cui viene inserito in un elenco ufficiale. La Legge 10/2013, articolo 7, impone ai comuni il censimento, ma la protezione di tali esemplari vieta abbattimenti o potature invasive. Ad ogni modo, Chiesa Madre, contesto monumentale e cipressi sono tutelati in ossequio al Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42).
Il cipresso comune o cipresso mediterraneo (Cupressus sempervirens L., 1753, L.) è una conifera appartenente al genere Cupressus. E’ un albero estremamente longevo che vive generalmente tra i 1.000 e i 2.000 anni, anche se alcuni esemplari storici documentati possono raggiungere o superare i 4.000 anni di età. È una pianta molto diffusa in Italia, ma molto probabilmente non è autoctono nonostante oggi rappresenti una delle specie più caratteristiche della Penisola. Il cipresso mediterraneo è un albero sempreverde che raggiunge i 25 metri di altezza, ma negli esemplari più vecchi può arrivare anche oltre i 50 metri. La sua chioma è molto caratteristica e per motivi ornamentali si sono fatte selezioni mirate ad accentuare questa sua prerogativa trovando così oggi esemplari con la chioma ovale, altri con forma fortemente piramidale e chioma che scende fino a terra. Questo suo aspetto ha permesso all’albero di essere utilizzato anche come frangivento. Possiede una corteccia di colore marrone grigio-bruno con lunghe fessurazioni e il suo legno molto duro è utilizzato per la costruzione di mobili in quanto il suo odore fortemente aromatico lo preserva dalle tarme, dai funghi e dai parassiti, mentre un tempo era anche utilizzato per la costruzione delle navi, data la sua grande resistenza all’umidità. Le foglie, caratteristiche di tutti i tipi di cipresso, sono di colore verde scuro, molto piccole, lunghe circa 1 mm, embricate e appressate al rametto, dando una forma detta squamiforme. I fiori disposti all’apice dei rametti, di colore giallo, sono indistintamente maschili e femminili su tutta la pianta. Gli strobili sono piccole sfere di colore verde chiaro da giovani, dette galbule, squamate e, dopo una maturazione lunga due anni, cambiano colore diventando marroni, lignificano e si aprono lungo le fenditure delle squame per far cadere i semi alati (acheni).
Con la seguente diffida, pertanto, intendiamo evidenziare la palese assenza di valide motivazioni che possano giustificare una scelta così estrema e irreversibile come l’abbattimento dei due cipressi. I vaghi accenni a presunti rischi per la sicurezza non risultano fondati. I due cipressi hanno aspetto rigoglioso, sano, uno sviluppo regolare in uno spazio adeguato e una notevolissima stabilità grazie alle radici fittonanti. L’apparato radicale del cipresso (Cupressus sempervirens) è infatti caratterizzato da una potente radice principale centrale (il fittone) che si sviluppa verticalmente spingendosi in grande profondità nel terreno. Questa specifica conformazione anatomica determina il comportamento e i principali vantaggi della pianta. Il fittone centrale agisce come un vero e proprio palo di ancoraggio profondo. Questo rende il cipresso estremamente resistente alle raffiche di vento e alle intemperie, riducendo al minimo il rischio di sradicamento. A differenza di alberi con radici fascicolate o superficiali espanse (come i pini o i pioppi), le radici del cipresso scendono a fuso verso il basso. Non sollevano i pavimenti, non spaccano l’asfalto e non danneggiano le fondazioni delle case. Per questo motivo, storicamente, è l’albero d’elezione per i cimiteri (non interferisce con le sepolture) e per i viali alberati in città. Sviluppandosi in verticale, l’apparato radicale riesce a raggiungere l’umidità e le riserve d’acqua negli strati più profondi del suolo, garantendo la sopravvivenza della pianta anche in climi aridi o durante estati molto secche.
Pertanto, alla luce di quando qui evidenziato, si diffida l’Amministrazione comunale di Contessa Entellina e la Curia vescovile di Piana degli Albanesi, dal procedere all’ingiustificato intento di abbattere i due monumentali cipressi adiacenti alla Chiesa Madre SS. Annunziata e San Nicolò. Una scelta, tra l’altro, in contrapposizione alle recenti direttive europee sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), che impongono la salvaguardia e l’aumento delle aree verdi e della copertura arborea nelle città.
Prof. Leandro Janni, Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia
Carmelo Giallo, artista, Contessa Entellina


