Italia Nostra sul progetto di “case a 1 euro” e sul cosiddetto “Primo parco mondiale dello stile di vita mediterraneo”

redazione
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da Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:

Estate del 2026. Torna in auge il tema della “case a 1 euro” in centro storico, a Caltanissetta. E ritorna con l’ennesima querelle di Palazzo del Carmine. Ma, al di là degli aspetti squisitamente politici e amministrativi, noi di Italia Nostra riteniamo opportuno, se non utile, proporre all’attenzione dei cittadini e degli amministratori alcune considerazioni di tipo sociale e culturale in merito al tema delle “case a 1 euro”.

Stiamo parlando di un particolare progetto urbanistico e di marketing territoriale capace di attivare processi di rigenerazione urbana e sociale in antichi borghi (o meglio “centri storici”) in via di spopolamento. Positivi ed emblematici, in Sicilia, i progetti di case a 1 euro di Mussomeli, Cianciana e Sambuca, dopo la primaria esperienza di Salemi, mal gestita dell’ex sindaco Vittorio Sgarbi.

Ma torniamo alla nostra Caltanissetta. Qui, c’è un problema rispetto alle altre, citate realtà siciliane. Insomma: per essere interessante e attrattivo, il progetto delle case a 1 euro deve proporre e offrire anche e soprattutto uno “stile di vita”, in un contesto sostanzialmente autentico e sano. Originario e originale. Un contesto, un ambiente dove prevalgano relazioni, rapporti di vicinato all’insegna della solidarietà e della cordialità. All’insegna di una «festosa, spontanea convivialità» – sottolineava l’ex sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania.

Qui, nel centro storico di Caltanissetta, il contesto, il tessuto sociale appare oggi inesorabilmente disgregato, disomogeneo. E assai povero. Negli ultimi anni, poi, tale contesto è fortemente connotato dalla significativa presenza di cittadini stranieri provenienti, in prevalenza, dal Pakistan, dal Marocco e dalla Romania. Pertanto, è inevitabile chiedersi: quale sarebbe “lo stile di vita” proposto a chi dovesse comprare, restaurare e abitare in una casa a 1 euro, nel centro storico di Caltanissetta?

E questa domanda, ritengo che se la debbano porre anche i promotori e i sostenitori del “Primo parco mondiale dello stile di vita mediterraneo” e gli attuali politici e amministratori – ovviamente.

Ricordiamo questo progetto che riguarda anche il nostro centro storico, per l’occasione. Inevitabilmente ci chiediamo: che fine ha fatto? Come mai tutto questo silenzio su un ambiziosissimo e articolato progetto di sviluppo territoriale di area vasta (promosso e sostenuto dall’amministrazione Gambino) che, grazie ad un patto di comunità, coinvolge circa 300 partner pubblici, privati e sociali, in Sicilia? E Caltanissetta – ricordiamolo – è la città capofila del progetto. Gradiremmo avere notizie in merito, dunque.  

Ma torniamo alle case a 1 euro. Ottimismo, certo, ma anche e soprattutto un sano realismo e pragmatismo politico-amministrativo sono necessari per l’efficacia del progetto. Ma servono anche serie analisi e progetti sociali e urbani di inclusione e rigenerazione.

Cos’altro aggiungere? Speriamo che anche al di fuori dal centro storico, ovvero nella “Caltanissetta moderna e contemporanea”, tra qualche anno non si sia costretti ad adottare un provvedimento finalizzato alla promozione e alla vendita a 1 euro degli immobili residenziali. Questo, considerata la loro inesorabile, progressiva svalutazione.

Di certo, a Caltanissetta le “politiche pianificatorie-urbanistiche”, dagli anni ’50 in poi, sono state caratterizzate da una cieca, ottusa volontà di speculazione, che ha prodotto consumo di territorio, abbandono del centro storico, ingentissime risorse economico-finanziarie bruciate nell’acquisto di nuovi immobili, costi di gestione e manutenzione urbana insostenibili. E oggi siamo costretti a vendere le case a 1 euro nel centro storico e a svenderle nelle diverse periferie della città.

Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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