Lettera aperta di Federico Messana, Consigliere comunale di Montedoro, ai concittadini:
Gentili concittadini,
purtroppo precipitiamo sempre più in basso. Il comportamento del sindaco, dal punto di vista politico-amministrativo, è sempre più assimilabile a quello del bullo, anzi del bulletto, arrogante, spocchioso, insofferente delle critiche e delle stesse richieste di chiarimento, ovvie in qualsiasi pubblica amministrazione.
Il 16/04/2026, con la determinazione n.33 ha affidato alla “Tavernetta” la fornitura di un servizio di catering per un importo di 597,50 euro iva inclusa (ne abbiamo già parlato). Nella determinazione non ha specificato la circostanza in cui il servizio sarebbe stato fornito, per cui il gruppo consiliare di minoranza in data 11/05/2026 ha presentato una interrogazione per avere notizie in merito. L’interrogazione sarà oggetto di discussione nella seduta del consiglio comunale convocato per il 24 del corrente mese.
Nel frattempo il sindaco con la determinazione n.41 del 27/05/2026 ha provveduto alla liquidazione della fattura n.01 del 24/04/2026 dell’importo di euro 543,18 (più iva) presentata, a seguito della fornitura del servizio di catering, dalla ditta la “Tavernetta”.
Sia dalla lettura della fattura, sia dalla lettura della determinazione di liquidazione, non si evince, così come dalla determinazione di affidamento, quando, in quale circostanza, in cosa è consistito il servizio di catering fornito dalla ditta, quasi si trattasse di un “servizio speciale” sottoposto al segreto di ufficio.
Il servizio di catering è stato fornito tra il 16/04/2026, data della determinazione di affidamento, e il 24/04/2026, data della fattura. Poiché in questo arco di tempo, a Montedoro non vi sono stati eventi particolari, per mera curiosità, ho chiesto informazioni ad alcuni dipendenti comunali e a qualche amico, ma senza alcun risultato, nessuno sembra abbia conoscenza della fornitura di questo servizio e dell’evento ad esso correlato.
Gli atti del Comune (affidamento, impegno di spesa, liquidazione), che riguardano questo provvedimento, constano di ben 13 pagine, fitte di citazioni, di richiami, di prese d’atto di leggi, di decreti legislativi, di deliberati vari, di codici e di quant’altro, di impervia lettura e comprensione. In queste 13 pagine c’è, insomma, di tutto e di più, tranne la cosa più importante: la motivazione della autorizzazione della fornitura del servizio con la specificazione della data, del luogo, della circostanza in cui è avvenuta.
Come questa, purtroppo, sono tante altre, di importo più rilevante, le determinazioni adottate dal sindaco, non solo per nulla trasparenti, ma a volte talmente opache da suscitare forti dubbi sia sulla loro regolarità amministrativa, sia sulla loro legalità.
I nostri rilievi, ovvi (il nostro compito di gruppo consiliare di minoranza è anche quello di controllare l’operato dell’amministrazione comunale), spesso suscitano nel sindaco reazioni scomposte, di altezzosa supponenza, di stizza, di arrogante spavalderia, che non si addicono, certo, alla carica istituzionale che ricopre.
Il sindaco ha, purtroppo, difficoltà a capire che i cittadini hanno il diritto di conoscere tutti i provvedimenti, anche i più insignificanti, che vengono adottati dal Comune, e lui ha il dovere istituzionale non solo di fornire tutte le informazioni che gli vengono richieste, ma di scrivere gli atti in modo da mettere chiunque, anche gli “analfabeti funzionali”, nella condizione di comprenderli. Dico ovvietà che per il sindaco, segretario provinciale del PD, dovrebbero essere scontate, anche se purtroppo non lo sono.
Questa vicenda, considerato per altro l’importo della fornitura di appena 597,00 euro, potrebbe essere trascurata, passata sotto silenzio, se non fosse la spia di una situazione politico-amministrativa che investe forse tutta la pubblica amministrazione e solleva una serie di domande sulle quali le forze democratiche di sinistra dovrebbero riflettere.
PRIMA DOMANDA
Il comportamento del sindaco è un caso isolato, che riguarda la peculiarità della sua indole, o siamo in presenza di una sorta di sindrome che riguarda tutti i sindaci, soprattutto quelli dei comuni più piccoli che, sottratti ad ogni forma di controllo (le opposizioni consiliari spesso sono fittizie), perdono il senso del limite e finiscono col ritenersi detentori di poteri superiori alle stesse leggi? Non siamo, forse, in presenza di una sorta di bullismo istituzionale generalizzato, che chiama in causa l’intera classe dirigente, di politici e di burocrati, che sempre più frequentemente fanno un uso spavaldamente distorto e corrotto del proprio potere? Gli ultimi scandali (CEFPAS di Caltanissetta, rete di truffe orchestrate dall’imprenditore Carmelo Vetro che hanno squassato la sanità regionale, esilaranti dichiarazioni del senatore Francesco Silvestro, indagato per violenza sessuale) ne sono in certo senso la conferma.
SECONDA DOMANDA
Tutto ciò è il risultato di un costume, proprio da sempre del nostro Paese, carente di cultura civica e di senso morale, o non anche di una serie di provvedimenti che, a partire dalla fine degli anni novanta fino ad arrivare ai nostri giorni, hanno di fatto azzerato il sistema dei controlli sugli atti amministrativi, creando una situazione caotica, di “liberi tutti”, ormai ingestibile?
La legge Bassanini, l’abolizione delle commissioni provinciali di controllo, la modifica delle nomine e dei compiti dei segretari comunali, l’abolizione del reato di abuso di ufficio, la riforma del codice degli appalti, il ridimensionamento dei poteri della Corte dei conti, considerati i guasti che hanno provocato, non meriterebbero forse una approfondita riflessione?
TERZA DOMANDA
I nuovi strumenti informatici e di comunicazione, pur essendo importantissimi ai fini dello snellimento della attività amministrativa, se non usati in modo corretto, non rischiano di tradire l’obiettivo concreto della trasparenza amministrativa e creare confusione? Anche su questo occorrerebbe una attenta riflessione.
La democrazia nel nostro Paese non è minacciata soltanto dai tentativi di alterare gli equilibri tra i poteri previsti dalla Costituzione, ma da un caos normativo e burocratico, che, da un lato, favorisce il bullismo istituzionale e il dilagare della corruzione, cui la magistratura non riesce a fare da argine, e, dall’altro lato, comprime sempre di più i diritti e le libertà dei cittadini, ridotti ormai a mere comparse.
Montedoro, 12/06/2026
Federico Messana

