Educazione Civica “dal vivo” al Liceo “Ruggero Settimo” di Caltanissetta, con la presentazione del libro “Lotta alle mafie. Antologia di voci per raccontare la mafia ai ragazzi” di Simona Barberio, docente, scrittrice e formatrice di Como, che ha incontrato gli studenti nell’Aula Magna della scuola.

Oltre all’autrice erano presenti Massimo Caponnetto, figlio di Antonino, storico giudice a capo del pool antimafia di Palermo negli anni ’80, che ha curato la prefazione del libro, Francesca Grasta, corresponsabile del Centro studi Paolo e Rita Borsellino e organizzatrice dell’evento, Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia, Ester Vitale, portavoce dell’associazione Ondedonneinmovimento e moderatrice dell’incontro.

A porgere i saluti agli intervenuti/e è stata la prof. Giusy Iannuzzo, vice dirigente del “R. Settimo”, che ha portato i saluti della dirigente Rossella Maria Rindone, mentre le docenti, Maria Grazia Pignataro e Loredana Scintilla, hanno illustrato come l’iniziativa si inserisca all’interno del progetto scolastico nazionale “Libriamoci”, a cui il liceo aderisce da anni.

Il momento più toccante della mattinata è stato l’intervento di Tiberio Bentivoglio, che ha condiviso con gli studenti e studentesse la sua esperienza personale come testimone di giustizia, raccontando con voce rotta dall’emozione, le difficoltà, le scelte coraggiose e il prezzo pagato per difendere la legalità, suscitando interesse e forti emozioni. Il suo racconto ha rappresentato una testimonianza concreta di come il coraggio individuale possa contribuire alla lotta contro tutte le mafie, e come la responsabilità della coscienza di ciascuno sia determinante per contrastare l’oppressione mafiosa che inquina la vita sociale e corrompe l’economia.

“È stata una mattinata intensa – ha diciarato con emozione l’autrice Simona Barberio – vissuta nei luoghi che hanno dato i natali a Caponnetto, culminata con la visita al monumento a lui dedicato, posto dal Comune di Caltanissetta accanto alla sua casa natale. Un momento carico di emozione, in cui abbiamo voluto rendere omaggio alla sua memoria, ricordando che tutto ciò che facciamo e in cui crediamo nasce dalla sua azione e dalla sua eredità valoriale.

Un’eredità straordinaria, capace di parlare ai giovani già in tempi in cui l’educazione alla legalità non era ancora considerata centrale nel percorso scolastico. Oggi, più che mai, sentiamo il dovere di custodire e trasmettere quei valori, affinché possano raggiungere il cuore e la coscienza delle nuove generazioni”.


