Consiglio comunale sul Policlinico: non ci siamo

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Dopo quasi quattro ore di dibattito in Consiglio comunale di Caltanissetta, convocato d’urgenza ed in seduta aperta sul problema del Policlinico universitario, è emersa inequivocabilmente una netta convinzione, condivisa dai partecipanti: il territorio nisseno è assolutamente ininfluente nel quadro politico regionale e nazionale, privo di rappresentanza efficace e significativa, inabile ad affermare nelle sedi istituzionali e nei luoghi del potere le ragioni della sua popolazione e i progetti di sviluppo necessari.

Non contiamo niente, nel panorama politico regionale e nazionale è come se non ci fossimo.

Al Consiglio comunale erano assenti i deputati nazionali (Stefania Craxi, Michela Brambilla, Giuseppe Provenzano), dei deputati regionali presente soltanto Scuvera, giustificato per lutto Di Paola, Cirrone Cipolla non pervenuta. Scuvera e Cirrone Cipolla avevano votato all’ARS l’emendamento in favore del Policlinico a Enna, e naturalmente anche quello che assegnava 16 milioni di euro al nuovo ospedale di Gela. Assente l’ASP, che continua a firmare protocolli d’intesa con le università Kore di Enna e di Catania (pur essendo socia del Consorzio Universitario) senza raccordarsi con le altre istituzioni interessate..

Nonostante gli appelli all’unità, ancora divaricate le posizioni tra i gruppi consiliari, rispetto alla ricerca di un accordo operativo con Unikore o insistere con l’Università di Palermo per ottenere il Policlinico. Ognuno fermo sulle sue posizioni. Il Sindaco Tesauro ripete le stesse cose da quattro anni, senza nessun passo avanti

Voce solitaria quella del Presidente del Consorzio Universitario Gianluca Tumminelli,con il Piano strategico che ha inviato a Palermo, ma che soltanto ieri ha ufficialmente consegnato agli atti del Comune, che pure è socio maggioritario del Consorzio stesso.

La perla finale, dopo il dibattito: non c’è un documento unitario che indichi quale linea seguire, e si rinvia ad una successiva riunione dei capigruppo la sua stesura, nonostante il Consiglio fosse stato richiesto da tutti i gruppi consiliari, che come minimo avrebbero dovuto riunirsi prima, stilare una bozza di documento unitario da presentare in Consiglio comunale, dimostrando con i fatti quella unità di intenti che tutti hanno indicato come la premessa indispensabile per continuare a tenere viva almeno la speranza, rispetto al Policlinico.

Una classe dirigente impacciata e approssimativa quindi, capace di animare passerelle senza riuscire a costruire mediazioni utili e posizioni condivise nemmeno sulle questioni fondamentali per la sopravvivenza civile del proprio territorio, senza rappresentanza parlamentare in nessuna delle istituzioni superiori, senza relazioni significative nelle sedi in cui le scelte maturano, si concordano, si decidono.

Tutto l’opposto rispetto ad Enna, che ha saputo portare avanti il proprio progetto, trovare gli agganci, le mediazioni, gli accordi, espliciti e occulti, con tutti i decisori, politici e accademici, coinvolti nelle scelte su Università e Policlinico, e continua come un carro armato verso l’obiettivo finale, con l’unità assoluta della sua deputazione e agganci significativi, come per esempio la nomina dell’on. Salvatore Cardinale, principale consigliori del Presidente Schifani, nel Comitato dei Garanti di UniKore. Per garantire cosa?

In queste condizioni non ci sono molte speranze per il territorio nisseno. Figli di nessuno, da troppo tempo. Fino a quando?

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