Policlinico, proposte concrete possibili, oltre le polemiche

Lillo Ariosto
Lillo Ariosto 64 Views
5 Min Leggere

All’indomani della approvazione da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana della variazione di bilancio di cui all’art.77, comma 1, emendamento n.23 in maxi-emendamento 122 R, con cui è stato approvato un finanziamento di un milione di euro per l’anno 2026, destinato alla progettazione del quarto Policlinico universitario e al potenziamento dell’ospedale Umberto I di Enna, si sono generate forti polemiche a Caltanissetta, dove si puntava storicamente sull’ospedale Sant’Elia per la struttura policlinica.

Lo stanziamento riguarda espressamente la progettazione e le dotazioni tecnologiche a Enna, ma alcuni esponenti politici locali si sono precipitati a specificare che il finanziamento per la progettazione non assegna ancora in via definitiva la sede fisica del quarto Policlinico, lasciando aperto il dibattito istituzionale.

Esponenti locali ennesi e il sindaco di Enna di contro salutano lo stanziamento come una svolta storica per la Sicilia centrale, pur aprendo a possibili forme di coinvolgimento delle strutture di Caltanissetta. Nel capoluogo nisseno si contesta l’azione della deputazione regionale e del governo di centrodestra, accusati di aver privilegiato Enna a discapito delle aspettative del territorio nisseno.

Al di là delle giustificazioni della deputazione nissena, appare per documentum una incapacità o quanto meno il silenzio della rappresentanza politica nissena nel far valere il peso del presidio ospedaliero locale del Sant’Elia, subendo l’iniziativa della politica ennese. Forse il contemporaneo mega-finanziamento del nuovo Ospedale di Gela potrebbe dare una chiave interpretativa del loro comportamento in aula.

Sottolineare come si sia arrivati a un voto sulle variazioni di bilancio senza una chiara strategia difensiva o un tavolo preventivo per tutelare gli interessi della sanità e dell’università a Caltanissetta è cosa facile.

Sostenere la richiesta di passaggi formali immediati, come le audizioni congiunte all’Ars tra le Commissioni Sanità e Cultura, per pretendere risposte ufficiali sul reale perimetro della legge regionale e scongiurare che un finanziamento preliminare diventi una scelta di campanile irreversibile sarebbe il minimo. Dichiarazioni vaghe, fumose, bizantine lasciano il tempo che trovano. Per rimediare dal punto di vista politico e normativo all’assegnazione dei fondi a Enna e riportare la sede definitiva del quarto Policlinico universitario a Caltanissetta, la deputazione nissena e le istituzioni locali devono muoversi su binari tecnici ben precisi, sfruttando il fatto che l’iter legislativo non è formalmente concluso.

Il cavillo normativo del resto esiste. Un finanziamento alla progettazione non equivale a un decreto di istituzione della sede giuridica definitiva. La legge quadro di riferimento (Legge Regionale n.2 del 2023, art. 41) non ha ancora sancito formalmente l’assegnazione geografica irrevocabile del polo. La deputazione nissena dovrebbe quindi presentare un nuovo disegno di legge di interpretazione autentica o un emendamento nella prima sessione utile d’aula, come, che vincoli l’istituzione del quarto Policlinico ai requisiti tecnici posseduti da Caltanissetta, ovvero la presenza di una Facoltà di Medicina attiva da oltre venti anni e di un ospedale classificato come DEA di II Livello (il Sant’Elia), requisiti che Enna (Umberto I) non possiede.

Qui l’aspetto tecnico-giuridico.

Ma la politica deve fare il suo. E naturalmente i politici nisseni devono sapere fare il loro. Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha aperto alla possibilità di “coinvolgere le strutture di Caltanissetta” in un’ottica di sanità integrata per tutta l’area centrale della Sicilia. A questo punto chi al momento si sente (ma se la sente?) di rappresentare politicamente il territorio nisseno dovrebbe intraprendere la negoziazione senza accettare il ruolo di partner subalterno.

La politica nissena può rovesciare la proposta proponendo la nascita di un Policlinico Universitario Diffuso (Caltanissetta-Enna), in cui l’hub giuridico e assistenziale principale sia Caltanissetta (sfruttando il DEA di II livello del Sant’Elia), mentre a Enna verrebbero distaccati reparti di ricerca o poli tecnologici. Ciò richiederebbe quanto meno la firma di un protocollo d’intesa vincolante tra l’Università degli Studi di Palermo, da cui dipende la facoltà nissena, l’Università Kore di Enna, le due ASP e l’Assessorato Regionale. Riusciranno i nostri eroi in tutto questo?

Condividi Questo Articolo